L’Ara com’era, un viaggio nel tempo sulle tracce di Augusto

Dal 14 ottobre storia e tecnologia si incontrano all’Ara Pacis Augustae con un progetto immersivo che promette di stupire il visitatore del nuovo museo inaugurato nel 2006: L’Ara com’era. Un racconto in realtà aumentata del Museo dell’Ara Pacis. Un tema accattivante narrato tramite l’ausilio della più moderna tecnologia multisensoriale che, per la prima volta, racconta il monumento simbolo dell’era augustea e della storia di Roma. Una esperienza innovativa resa possibile dall’ausilio di Augmented Reality (Realtà Aumentata) unica nel suo genere, e che utilizzando particolari visori AR (Samsung GearVR) e la fotocamera dei device in essi inseriti offrirà uno spaccato suggestivo sull’Ara augustea.

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La struttura architettonica  del monumento consiste di  un recinto perimetrale, decorato sia nella sua parte interna che esterna, che racchiude al suo interno la mensa, l’altare vero e proprio, dove un tempo si svolgeva il sacrificio di celebrazione annuale. Il tutto poggia su una basamento di marmo di circa undici metri e mezzo per dieci metri e mezzo. L’interno rappresenta il perimetro dell’area consacrata agli dei, all’interno della quale doveva essere eretto il monumento, decorato nel registro superiore da festoni, bucrani, coppe rituali e bende sacre: oggetti che fanno riferimento al mondo del rito e del sacrificio. L’esterno del recinto, caratterizzato da due aperture sui lati corti, è riccamente decorato da rilievi di diverso soggetto: a carattere storico e mitologico sui lati corti e a carattere propriamente storico sui lati lunghi, dove si conserva la rappresentazione di una vera e propria processione, sviluppata in parallelo.

Un monumento di difficile narrazione che ha rappresentato, con la sua simbologia, la figurazione dei caratteri e delle ideologie augustee; un’opera architettonica, dedicata ad Augusto al culmine del potere tra il 13 ed il 9 a.C, che in passato non era collocata là dove ora è fruibile al visitatore: “Quando ritornai dalla Spagna e dalla Gallia, durante il consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio, dopo i buoni esiti delle operazioni in quelle province, il Senato decretò in onore del mio ritorno la consacrazione di un altare alla Pace augustea in Campo Marzio e ordinò che su quell’altare magistrati, sacerdoti e Vergini Vestali celebrassero ogni anno un sacrificio” (Res gestae, II.12).

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Uno storytelling che permette di godere della ricchezza che questo candido monumento offre. Tracce di colore non visibili ad occhio nudo che riacquistano l’antico vigore grazie all’ausilio della realtà aumentata; una restituzione in 3D che riconsegna ai visitatori gli elementi decorativi augustei. Nove punti di interesse denominati POI suddivisi tra 6 in cui ci si è avvalsi della realtà aumentata, 2 in realtà virtuale, mentre 1, quello relativo ai calchi della famiglia imperiale, in cui si è ricorsi al racconto audio. Un viaggio suggestivo che parte dal plastico del Campo Marzio con una emozionante ricostruzione del cerimoniale che si svolgeva all’interno dell’Ara.

Un’esperienza che riguarda i registri decorativi esterni dell’Ara Pacis, tra il fregio vegetale della parte inferiore e le scene mitiche ed i cortei con figuranti della parte superiore. Una realistica rappresentazione della natura con motivi vegetali avvolgono tutto il monumento e che, sfruttando le potenzialità della videocamera, sono resi nelle loro vivide colorazioni.

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Elementi virtuali e reali che si fondono davanti agli occhi dei visitatori con contenuti virtuali ancorati agli oggetti reali contribuendo validamente a donare un senso di misticità all’esperienza percettiva offerta.

Attraverso il percorso e le informazioni audio e video che si sommano al progetto, è possibile entrare nella vita del monumento indagando sulle motivazioni e connessioni che ne hanno portato la realizzazione. Una tecnologia che permette di valorizzare registri decorativi che già in passato, nell’idea del loro creatore, furono strumento per avvicinare i visitatori all’ideologia di Augusto con le scene del ritrovamento della lupa, Enea che sacrifica ai Penati, la Dea Roma; un bene studiato anello di congiunzione per ricondurre la dinastia augustea ad origini divine.

Video L’Ara com’era

L’ARA COM’ERA sarà così articolato:

  • fino al 17 dicembre, venerdì e  sabato dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
  • dal 23 dicembre all’8 gennaio, tutte le sere dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
  • dal 13 gennaio al 15 aprile, venerdì  e  sabato dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)
  • dal 21 aprile al 31 ottobre, tutte le sere dalle 20 alle 24 (ultimo ingresso ore 23)

L’ingresso sarà organizzato in piccoli gruppi contingentati, la visita avrà la durata di circa 45 minuti e sarà disponibile in 5 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco.

Il progetto, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzato da Zètema Progetto Cultura, è stato affidato ad ETT SpA attraverso un bando di gara a cui hanno partecipato 23 proposte.

Ilenia Maria Melis

L’Ara com’era

Roma, Museo dell’Ara Pacis

Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)

www.arapacis.it

Nuovi orari dal 31 marzo al 15 aprile:
✔✔✔ venerdì: dalle 20.15 alle 24.00
(ultimo ingresso ore 23.00)
✔✔✔ sabato: dalle 20.15 alle 00.45
(ultimo ingresso ore 23.45)

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