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7 curiosità che non conosci su Roma

    7 curiosità che non conosci su Roma

    Allaccia le cinture perché a breve scoprirai 7 curiosità che probabilmente non conosci su Roma; perché Roma non è solo bei monumenti, ma anche uno stratificarsi di storie, leggende, aneddoti e curiosità che permettono di scoprire l’anima di questa città millenaria che da secoli attira studiosi e turisti.

    Un viaggio insolito che ti condurrà per vicoli e monumenti alla scoperta degli aneddoti più curiosi su Roma.

    Sommario

    1. Le Statue Parlanti
    2. Lo sparo del cannone a mezzogiorno
    3. Perché Roma è definita la Città Eterna?
    4. La neve d’Agosto a Roma
    5. La cappella fatta di ossa
    6. I mulini del Tevere
    7. Il barbiere della Fontana di Trevi
    Statua Parlanti del Pasquino, curiosità non conosci Roma
    Statua Parlante del Pasquino
    (di Architas – Opera propria, CC BY-SA 4.0)
    7 curiosità che non conosci su Roma

    Pasquino è sicuramente la più conosciuta: sono le Statue Parlanti di Roma, statue a cui il popolo applicava messaggio con strofe satiriche contro il governo. Non era, infatti, prudente esporsi troppo: il rischio era quello di essere sanzionati pesantemente. Proprio per questo, sin dal Cinquecento, divenne uso comune applicare, durante la notte, satire su statue come il Pasquino.

    Ma da cosa deriva il nome della statua? Pare che nei pressi della scultura marmorea ci fosse la bottega di un sarto dalla lingua lunga e dal nome Pasquino; da qui l’associazione con la scultura.

    Tra le altre Statue Parlanti da ricordare, Marforio sul Campidoglio e Madama Lucrezia a piazza San Marco, a pochi passi da piazza Venezia.

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    Il cannone del Gianicolo, curiosità da scoprire su Roma
    Il cannone del Gianicolo
    (di Giuletto86, CC BY-SA 3.0)
    Curiosità da scoprire su Roma

    Il traffico cittadino non rende sempre possibile cogliere questo dettaglio, ma, se verso mezzogiorno ci si trova nella zona del Gianicolo, è possibile udire un fragoroso colpo di cannone scandire il mezzodì. Il colpo, ripristinato il 21 aprile del 1959, viene effettuato da un vecchio cannone che per il resto del tempo se ne rimane al riparo in un abitacolo sotto la terrazza del Gianicolo. Poco prima che scocchi l’ora, un servente lo estrae collocandolo sulla pedana sottostante la terrazza; da qui attende il segnale allo scoccare del mezzogiorno.

    Il colpo di cannone, introdotto nel 1848 da papa Pio IX a Castel Sant’Angelo, traslocò al Gianicolo con l?unità d’Italia.

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    Numerose le espressioni con le quali storici e poeti hanno decantato Roma nel corso del tempo. Da Roma caput mundi per il suo ruolo di guida sia nella fase imperiale che in quella cristiana, senza dimenticare quella artistica; o Urbs, città per eccellenza, per la sua ricchezza di monumenti. Ma tra tutti, quello che forse è più noto è l’epiteto di Città Eterna: ma perché? Il riferimento è alla sia capacità di risorgere dalle proprie rovine, ma è chiaro anche il riferimento religioso in quanto prosecuzione di Gerusalemme, simbolo del cammino dell’uomo verso l’eternità.

    Masolino da Panicale, Fondazione di Santa Maria Maggiore a Roma, curiosità da scoprire su Roma
    Masolino da Panicale, Fondazione di Santa Maria Maggiore a Roma
    (dalla Pala Colonna, 1423 o 1428)
    7 curiosità da scoprire su Roma

    Siamo a Santa Maria Maggiore e ogni anno, il 5 agosto, si celebra la rievocazione del miracolo della Madonna della Neve; si tratta di uno spettacolo che dal 1983 si ripete alla mezzanotte quando soffici fiocchi di neve cadono dal cielo imbiancando il suolo.

    La rievocazione prende spunto da una leggenda: nel 358 d.C. il patrizio Giovanni, con la moglie, non avendo figli, decide di offrire i propri beni alla Vergine destinandoli alla costruzione di una chiesa a lei dedicata. Nelle notte tra il 4 e il 5 apostola Madonna appare ai due sposi indicando con un miracolo il luogo destinato alla chiesa.

    Quando i coniugi riferiscono a papa Liberio il proprio sogno scoprono che anche lui ha ricevuto lo stesso messaggio. Il Papa, recatosi sul luogo indicatogli in sogno, lo trova ricoperto di neve nonostante fosse un torrido agosto. Qui traccia il perimetro della chiesa e onora la promessa degli sposi alla Madonna facendo costruire la chiesa.

    Ancora oggi l’evento è uno dei più seguiti dai romani e non solo.

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    Cripta Cappuccini via Veneto, curiosità non conosci su Roma
    La Cripta dei Cappuccini di via Veneto
    (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1011069)
    7 curiosità che non conosci su Roma

    Sì, avete capito bene: a Roma c’è una cappella fatta di ossa; siamo a via Veneto, nella chiesa della Concezione a cui è annesso il Convento dei Cappuccini. I due edifici, costruiti nel 1626 su terreno dei Barberini, proprietari di buona parte della zona, furono voluti dal cardinale Francesco Barberini, anch’esso cappuccino, per creare un luogo di pietà e solitudine per i suoi confratelli. Su volontà di papa Urbano VII Barberini, i frati dovettero trasferirsi dal vecchio convento portando con sé le loro cose, compresi i resti di 4000 confratelli. Con queste i frati alle stirano la cappella creando nicchie, lampadari e particolari decorazioni che oggi rappresentano l’attrazione del complesso.

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    È il 1870 quando i mulini popolano le sponde del Tevere; dapprima mossi sa schiavi e animali, è con l’avvento dell’acquedotto di Traiano, che porta da Bracciano l’acqua sin sul Gianicolo, che i mulini vengono sfruttati maggiormente. Diversi i punti in cui essi sorgevano: S. Giovanni dei Fiorentini, S. Maria in Cosmedin e l’Isola Tiberina:

    Ma le ruote dei mulini, cos’ come funi, calate e canalizzazioni, con il tempo diventarono un intralcio per il decorso del Tevere. Per questo i mulini vennero eliminati all’inizio del 1871. Se ne conserva memoria in alcune lapidi poste della Cappella dell’Università dei Mugnai a S. Bartolomeo all’Isola Tiberina.

    È il 1732 quando Nicola Salvi è impegnato nella realizzazione della celebre Fontana di Trevi; lavori che suscitano la curiosità di tutto il vicinato, dai commercianti agli abitanti che si sentono autorizzati a dire la propria sull’avanzamento dei lavori. Tra questi anche un barbiere che ha la propria bottega sul lato destro della fontana, all’imbocco di via della Stamperia. Quando le critiche del barbiere diventano insopportabili per il Salvi, l’architetto decide di porre un grosso vaso ad impedire la vista della fontana al suo fastidioso giudice. Il vaso è anche noto come asso di coppe per la sua somiglianza con il seme della carte da gioco.

    Quante curiosità ci sarebbero da scoprire su Roma; se avete voglia di scoprire nuovi angoli della Città Eterna potete trovare il vostro itinerario preferito nella sezione dedicata (clicca qui).

    Ilenia Maria Melis

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