A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

A Possagno sulle tracce di Antonio CanovaPiccolo paese della provincia di Treviso, Possagno vide i natali di uno dei più grandi scultori italiani, esponente del Neoclassicismo, Antonio Canova, soprannominato “il nuovo Fidia”. Scopriamone insieme i luoghi simbolo.

In Veneto, ai piedi del monte Grappa sorge il piccolo borgo di Possagno (TV), una costellazione di case immerse nel verde. Percorrendo la strada che conduce al paese natio di Antonio Canova, non si può non rimanere colpiti dal candido tempio neoclassico che si erge tra la vegetazione: si tratta del Tempio Canoviano, la chiesa che Canova volle dedicare alla sua memoria ed alla sua Possagno. Qui ogni strada, ogni angolo riecheggiano del genio del Neoclassicismo; ed è qui che sorge anche il Museo Gypsoteca Antonio Canova, uno scrigno che custodisce l’eredita storica ed artistica dello scultore. Partiamo alla scoperta di Possagno sulle tracce di Antonio Canova!

Antonio Canova in pillole

Antonio Canova Autoritratto
Antonio Canova, Autoritratto
(ph. Ilenia Maria Melis)
A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

Massimo esponente del Neoclassicismo, Antonio Canova (Possagno 1 novembre 1757 – Venezia 13 ottobre 1822), fu uno dei più importanti scultori italiani.

Nato come reazione al Barocco ed al Rococò, il Neoclassicismo si affermò in Europa tra il XVIII ed il XIX secolo presentandosi con uno stile e tematiche proprie dell’arte classica. La nascita di questi stilemi subì forte l’influenza dell’apertura degli scavi di Pompei nel 1740 così come delle scoperte e degli studi di Johann Joachim Winckelmann, fondatore della moderna archeologia. E Canova non rimase affatto insensibile a queste influenze.

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Nato in una famiglia benestante di scalpellini, Antonio Canova assorbì sin da piccolo la magia della scultura. Alla morte del padre questi fu affidato alle cure del nonno paterno, Pasino Canova, abile tagliapietra noto per i suoi interventi scultorei in ville e chiese. Valente, seppur burbero insegnante, Pasino intuì ben presto il talento artistico del nipote tanto da impiegarlo nei lavori di Villa Falier; qui Antonio attirò la benevolenza di Giovanni Falier che, sottraendo il giovane al nonno, lo allocò presso la bottega di Giuseppe Bernardi.

Si racconta che Canova, nel corso di una cena di nobili veneziani, si esibì nell’incisione nel burro di una magnifica figura del leone di San Marco; una talentuosa dimostrazione che suscitò la meraviglia dei convitati.

Antonio Canova, George Washington, Museo Gypsoteca Antonio Canova
Antonio Canova, George Washington
(ph. Ilenia Maria Melis)
A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

Dopo aver aperto uno studio proprio, il giovane Canova si trasferì a Roma dove ebbe l’opportunità di confrontarsi con i maggiori esponenti del nascente Neoclassicismo ed ammirare i capolavori scultorei della Capitale.

Risalgono a questo periodo alcune delle maggiori opere di Antonio Canova: le Tre Grazie, la Maddalena Penitente (1793-1796), Teseo sul Minotauro (1781-1783) e Amore e Psiche (1787-1793). Opere che si contraddistinguono per l’eleganza delle forme, una semplicità e una purezza prive degli orpelli barocchi; opere che condensano l’essenza dell’arte di Canova nel candore del marmo.

Antonio Canova, Tersicore, Museo Gypsoteca Antonio Canova
Antonio Canova, Tersicore
(ph. Ilenia Maria Melis)
A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

L’eleganza delle opere canoviane echeggiò così forte che Napoleone Bonaparte corteggiò l’artista affinché questi diventasse suo ritrattista ufficiale; lo scultore rifiutò pur non tirandosi indietro nel realizzare, per il sovrano e per i suoi familiari, splendide opere; tra tutte, la nota Paolina Borghese della Galleria Borghese (1804-1808), opera che celebra la bellezza di Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone, nelle vesti di Venere vincitrice.

Nominato nel 1802 Ispettore di belle arti e antichità, dopo aver partecipato attivamente al recupero delle opere d’arte italiane in Francia, Canova venne insignito dal Pontefice del titolo di Marchese d’Ischia scegliendo come stemma del marchesato il serpente e la lira in memoria delle sue prime statue, Orfeo ed Euridice (1775–1776).

Ormai spossato dall’intenso e frenetico lavoro scultoreo e dalla malattia, Antonio Canova morì a Venezia a pochi passi da piazza San Marco.

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Il Tempio Canoviano di Possagno

Tempio Canoviano di Possagno, sulle tracce di Antonio Canova
Tempio Canoviano di Possagno
(ph. Ilenia Maria Melis)
A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

I posizione privilegiata spicca tra la vegetazione la chiesa della Santissima Trinità di Possagno, meglio nota come Tempio Canoviano. La sua realizzazione è legata alla vecchia chiesa parrocchiale di Possagno che all’inizio del’Ottocento necessitava di un importante restauro. Per i lavori di ripristino fu interpellato Antonio Canova che decise di ricostruire l’edificio a proprie spese.

Così, l’11 luglio 1819 ebbero inizio i lavori di riedificazione della chiesa, la cui direzione fu affidata a Giovanni Zardo, cugino di Canova. È il 13 ottobre del 1822 quando lo scultore muore non riuscendo a veder completata la sua opera; i lavori furono affidati, secondo testamento, al fratellastro dell’artista, Giovanni Bartista Sartori. Sartori, divenuto nel frattempo vescovo, inaugurò la chiesa il 7 maggio 1832.

Cupola Tempio Canoviano a Possagno
La Cupola del Tempio Canoviano a Possagno
(ph. Ilenia Maria Melis)
A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

Il Tempio Canoviano si presenta come una fusione di due monumenti simbolo, il Pantheon di Roma ed il Partenone di Atene: una combinazione di tre arti, Greca, Romana e Cristina, simbolo delle tre età della storia.

Una doppia fila di alte colonne doriche accoglie i visitatori proiettandoli verso epoche lontane; una volta varcato il portone si è colpiti dall’oculo che si apre sulla volta mostrando una porzione di cielo e lasciando filtrare la luce. Poggiata su una cornice di fregi dorati, la volta è decorata con cassettoni in cui sono incastonate rose auree.

Sulla sinistra della grande pala d’altare realizzata da Canova si apre un nicchione in cui, all’interno di un sarcofago, riposano le spoglie dello scultore del Neoclassicismo poste accanto a quelle del fratellastro Giovanni Battista Sartori.

INFO: Tempio Canoviano, via Stradone del Tempio – Possagno (TV)

www.tempiocanoviano.it

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Il Museo e Gypsoteca Antonio Canova

Museo Gypsoteca Antonio Canova, Possagno sulle tracce di An
Museo e Gypsoteca Antonio Canova
(ph. Ilenia Maria Melis)
A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

Concepita come una basilica che celebra la grandezza di Antonio Canova, la Gypsoteca fu eretta da Giovanni Battista Sartori (1775-1858) in memoria dell’amato fratello per ospitare tutte le opere presenti nello studio romano dell’artista. La struttura, gravemente danneggiata durante la Prima Guerra Mondiale, rimase chiusa fino al 1922; il colpo di una granata distrusse completamente alcuni gessi danneggiandone molti altri. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, per evitare ulteriori danni alle opere, la Gypsoteca fu completamente svuotata ed i gessi canoviani trasferiti all’interno del Tempio.

Risale agli anni Cinquanta il riallestimento del Museo nel rispetto dell’idea di Giovanni Battista Sartori; ad occuparsi della sistemazione e dell’ampliamento della Gypsoteca fu l’architetto Carlo Scarpa. Questi regalò al museo una nuova ala, più ariosa e luminosa che ancora oggi permette una miglior fruibilità delle opere ed un godimento delle stesse a tutto tondo.

Antonio Canova, Tre Grazie, Possagno sulle tracce di Antonio Canova
Antonio Canova, Tre Grazie
(ph. Ilenia Maria Melis)
A Possagno sulle tracce di Antonio Canova

Il colpo d’occhio quando si entra è sorprendente: si è colpiti dal candore dei gessi che risplendono illuminati dalla luce. Un’immersione completa nell’arte in cui ogni statua racconta la propria storia fatta di studio e sudore. Volti delicati, corpi morbidi e sinuosi che danzano al ritmo di antichi ritmi; amori che si intrecciano in carezze e sguardi; combattimenti appena conclusi mentre altri sono in pieno svolgimento; tensioni muscolari che si gonfiano sotto sforzi sovrumani.

La luce accarezza i gessi, li rende protagonisti, li riporta in vita così come fece la mano del loro creatore; frammenti di un progetto che preannuncia il lavoro finale, l’atto che vivifica il gelido marmo instillando il soffio della vita eterna. Emozioni che si affollano passeggiando nella storia dell’arte.

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Posta all’interno del complesso museale è anche la Casa di Antonio Canova, una tipica struttura abitativa seicentesca, già restaurata dall’artista all’inizio dell’Ottocento. Tre piani in cui le stanze di susseguono una dopo l’altra con mobili, tessuti, divani, marmi, strumenti da lavoro ed effetti personali dell’artista.

Pochi sanno che Canova fu anche abile pittore, pur non avendo mai reso pubbliche le sue creazioni; un’arte che ricopre le pareti della casa natale di Antonio Canova offrendo al visitatore uno scorcio inedito sulla vita dello scultore neoclassico.

INFO: Museo e Gypsotheca Antonio Canova, via Canova, 74 – Possagno (TV)

biglietto intero 10,00 Euro

www.museocanova.it

Il viaggio a Possagno sulle tracce di Antonio Canova giunge quindi al termine. Chi sarà il prossimo artista che andremo a scoprire? Appuntamento alla prossima puntata.

Ilenia Maria Melis

2 thoughts on “A Possagno sulle tracce di Antonio Canova”

  1. E’ un posto vicino casa che non ho ancora visitato. Mi piacciono molto le opere di Canova per le loro forme scolpite e la loro architettura perfetta. Spero di fare una visita al più presto.

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