Acqua e Birra per Roma Capitale

Acqua e Birra per Roma Capitale

Fino al 15 giugno presso la Biblioteca Alessandrina nel Complesso di S. Ivo alla Sapienza un connubio curioso all’apparenza ma volto a valorizzare e raccontare lo storico rapporto tra la Birra Peroni e la Capitale. Un viaggio tra i luoghi di produzione, promozione e vendita della Birra Peroni tra ‘800 e ‘900 attraverso le testimonianze di crescita urbana, demografica e produttiva di Roma; una connessione tra Birra Peroni e l’Acqua Pia Antica Marcia che dal 1869 sino ad oggi serve alcuni servizi idrici della Capitale.

Complesso di S. Ivo alla Sapienza - Orizzonte Cultura (ph. Ilenia M. Melis)
Complesso di S. Ivo alla Sapienza – Orizzonte Cultura (ph. Ilenia M. Melis)

L’idea della mostra

Due le occasioni gradite che hanno portato alla nascita di Acqua e Birra per Roma Capitale: l’acquisizione da parte degli Archivi di Stato dell’archivio dell’Acqua Marcia e l’attività di valorizzazione dell’Archivio Storico Birra Peroni conservato presso lo stabilimento romano sito lungo la via Collatina; due testimonianze del rapporto di queste realtà con il tessuto urbano e la storia di Roma.

 

Birra Peroni a Roma

Un’intuizione vincente quella di Francesco Peroni, fondatore dell’omonima ditta, quando nel 1864 decise di affiancare alla storica fabbrica Piemonte una sede romana; una scelta che fu premiata dalla crescita di consumi di una vacanza dapprima considerata elitaria ma che nel ventennio fascista si allargò agli altri ceti. I volumi di birra crebbero al punto che la sede fu spostata per ben tre volte in meno di cinquant’anni approdando con l’avvento del nuovo secolo alla “cittadella” di Porta Pia: uno stabilimento industriale che si estendeva per tre isolati, dotata persino di appartamenti per i dipendenti, mensa e dopolavoro.

Poi negli anni Settanta l’approdo nella zona industriale di Tor Sapienza ove la produzione continua tuttora aggiornandosi continuamente.

Numerosi i segni lasciati dalla storica ditta lungo le vie della Capitale tra piazza di Spagna, il Vaticano ed il Colosseo; testimonianze indelebili impresse negli edifici che comunque nel corso del tempo sono stati destinati ad altri utilizzi. Una memoria per gli abitanti per cui il profumo della birra rimane ancora ben impresso nella mente.

Acqua e Birra - Orizzonte Cultura (ph. Ilenia M. Melis)
Acqua e Birra – Orizzonte Cultura (ph. Ilenia M. Melis)

Il colonnato di San Pietro

Pochi forse sanno che nel 1871 la Ditta Peroni aveva la propria sede in un immobile di proprietà del Manicomio del Santa Maria della Pietà situato tra il colonnato di San Pietro; un’area ampia che comprendeva un capannone, un granaio, un edificio a quattro piani e sei grotte scavate nel tufo!

Fontana delle Naiadi di Piazza della Repubblica - Orizzonte Cultura (ph. Ilenia M. Melis)
Fontana delle Naiadi di Piazza della Repubblica – Orizzonte Cultura (ph. Ilenia M. Melis)

L’Acqua Marcia

L’acquedotto dell’Acqua Marcia fu l’ultimo realizzato dal governo pontificio ed il primo di Roma Capitale; ancora oggi il suo percorso è attivo e segue in parte l’antico tracciato dell’acquedotto realizzato dal pretore Quinto Marcio Re nel 144 a.C. le cui cui sorgenti si trovano tra Arsoli ed Agosta. Un tracciato che passa anche per Porta Pia, zona che vide nascere la Birreria Peroni.

Fontanella di via della Cordonata (Di Lalupa - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5201066)
Fontanella di via della Cordonata (Di Lalupa – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5201066)

Le fontane dell’Acqua Marcia

Tra le fontane servite dall’acquedotto dell’Acqua Pia Marcia anche la Fontana delle Naiadi, prima Mostra dell’Acqua Marcia collocata la dove nei pressi della Stazione Termini ora si trova l’Obelisco di Dogali (1870). Spostata nell’attuale posizione di Piazza della Repubblica, divenne il fulcro del nuovo assetto urbano della Capitale. Alessandro Guerrieri ne curò il progetto nel 1885 realizzando una vasca circolare con quattro semivasche poste a crociera adornate da leoni che gettano acqua dalla bocca verso lo zampillo centrale. Nel 1897 fu affidata a Mario Rutelli la realizzazione della parte scultorea della fontana: questi realizzò quattro ninfe dell’acqua, la Naiade degli Oceani, la Naiade dei Fiumi, la Naiade dei Laghi e la Naiade delle Acque Sotterranee. La nudità delle fanciulle fece un tale scalpore che la fontana fu circondata da cancellate. Nonostante i dubbi, l’opera fu inaugurata nel 1901; Rutelli completò l’opera ponendo nel gruppo scultoreo centrale una figura maschile che abbraccia un delfino.

 

I “nasoni”

Allo stesso periodo risale l’adozione dei celebri “nasoni”, le tipiche fontanelle pubbliche di Roma costituite da un cilindro di ghisa alto circa 120 cm. Per anni hanno abbeverato la popolazione romana e non rappresentando un vero e proprio monumento dell’Acqua Marcia che ancora oggi incuriosisce i turisti dissetandoli lungo il loro peregrinare.

Ilenia Maria Melis

 

Acqua e Birra per Roma Capitale

Economia, demografia e alimentazione negli archivi storici dell’Acqua Marcia e di Birra Peroni

fino al 15 giugno 2018

Archivio di Stato di Roma

Corso del Rinascimento, 40 –  Roma

http://www.archiviodistatoroma.beniculturali.it

 

 

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