Al Complesso del Vittoriano Giovanni Boldini, artista cantore della Bella Époque

 

Donne affascinanti avvolte in abiti sontuosi che si muovono fruscianti nei salotti della Belle Époque; atmosfere rarefatte di un tempo ormai lontano in cui immergersi grazie alle splendide opere di un artista simbolo a cavallo tra Ottocento e Novecento: Giovanni Boldini. Un ospite d’eccezione che, fino al 16 luglio, svelerà, presso il Complesso del Vittoriano, il proprio genio artistico con oltre 150 opere rappresentative della sua produzione e di quella dei più importanti artisti del suo tempo, quali Cristiano Banti, Vittorio Matteo Corcos, Giuseppe De Nittis, Antonio de La Gandara, Paul-César Helleu, Telemaco Signorini, James Tissot, Ettore Tito, Federigo Zandomeneghi.

La fama internazionale di Giovanni Boldini

Boldini, un italiano che ebbe notevole fama sia in patria sia a livello internazionale; un cantore della Bella Époque che giunse a Parigi già affermato, cavalcando il genere di Fortuni, e dimostrando un’abilità artistica senza pari. Opere caratterizzate da un crescendo di bellezza che gli assicurarono le richieste di numerose committenti desiderose di essere rappresentate da lui, in grado di cogliere l’essenza dell’anima di chi ritraeva. Una fascinazione per la ville lumiere che trasporta nei sui dipinti facendoli divenire icone di bellezza. Una minuzia tale in grado di sconvolgere l’avventore; una mostra emozionale messa in risalto dal suggestivo allestimento.

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Una pittura che si discosta da quella dei Macchiaioli

La spettacolarità diviene chiave espressiva di Boldini che, sin dai primi passi, lo porta ad avere una pittura diversa da quella dei Macchiaioli, inserendo un punto di vista diverso, dal basso. Un talento naturale all’inizio ostacolato in famiglia “per non morire di fame“; il paradosso della storia lo porterà non solo a diventare molto famoso, ma anche molto ricco.

Un artista provocatorio che osava molto, tanto da indurre le donne che ritraeva all’interno del suo studio ad abbandonare spontaneamente gli abiti; un senso di libertà in un tempo in cui tale atteggiamento non era consentito. Giovanni Boldini è “la donna”, rappresentata nella sua sensualità, spesso utilizzata come chiave per entrare nei salotti bene. Così, la bellezza magnetica della donna diviene il fulcro delle sue opere, la libera dal punto di vista estetico, la  trasfigura. Un pittore globale, dalla forte espressività, fortemente intriso di cultura, che nella diversità espresse la propria parabola artistica sintetizzando tutta l’arte.

Il percorso espositivo

Un geniale percorso artistico ricostruito passo passo grazie alla mostra in cui l’attività del grande maestro italo-francese è suddivisa in 4 sezioni: La luce nuova della macchia (1864-1870); La Maison Goupil fra “chic” e impressione” (1871-1878); La ricerca dell’attimo fuggente (1879-1891); Il ritratto Belle Époque (1892-1924).

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Giovanni Boldini “Ritratto di Donna Franca Florio” 1901-1924

Tra tutte le opere esposte, a troneggiare in tutto il suo splendore, il Ritratto di Donna Franca Florio, capolavoro simbolo realizzato tra il 1901 ed il 1924. Nel 1901 Ignazio Florio, erede di una delle più importanti famiglie imprenditoriali siciliane, affida a Boldini il compito di ritrarre sua moglie Franca, donna di singolare fascino e bellezza, chiamata “Donna Franca, la Regina di Sicilia” e definita da D’Annunzio “L’unica. Una creatura che svela in ogni suo movimento un ritmo divino”. Boldini si reca a Palermo ed esegue il ritratto, che però non piace a Ignazio: lo giudica troppo sensuale e provocatorio, il vestito troppo scollato e decide quindi di non pagare il lavoro. Boldini si rimette all’opera eseguendo una seconda versione del dipinto, che questa volta piace a Don Ignazio.

Il ritratto di Donna Franca

A distanza di anni Boldini, su richiesta della stessa Donna Franca, riprende la prima versione del ritratto, conservata da sempre nel suo atelier, realizzando la tela nella sua forma definitiva, quella nota a tutti. Un dipinto unico che racconta l’essenza più profonda di Boldini nella sua varietà e ricchezza della pittura. Un’alternanza di stili tra compiuto ed appena accennato per giungere ai ritratti della Belle Époque. Un’idea unitaria che vuole rappresentare l’impegno artistico di Boldini, pittore che coglieva l’attimo fuggente, che carpiva il dettaglio, che indagava e psicanalizzava i suoi personaggi, che racconta una bellezza senza tempo.

Ritratti che palpitano di vita, quella vissuta intensamente da Boldini nel corso dei suoi viaggi, momenti di ispirazione; una vita da ammirare ed alla quale il pubblico non può sottrarsi.

Ilenia Maria Melis

 

Giovanni Boldini

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

Via San Pietro in Carcere – Roma

www.ilvittoriano.com

 

 

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