Alphonse Mucha, atmosfere fatate ed occhi languidi al Complesso del Vittoriano

Le atmosfere fatate di Alphonse Mucha

Atmosfere fatate in cui donne sensuali e seducenti divengono inconsapevoli protagoniste di un disegno artistico che si spinge oltre la semplice visione, alla ricerca dell’armonia, del sogno, dell’amor di patria, di ideali utopici: questo il genio di uno dei padri ispiratori dell’Art Nouveau celebrato, fino all’11 settembre, in una esposizione all’interno del Complesso del Vittoriano – Ala Brasini: Alphonse Mucha.

La mostra al Vittoriano

Una mostra iconica, femminile, in cui è possibile imbattersi in forme sinuose, sguardi sensuali, ma al contempo forti, ambiziosi, combattivi, celebrazione di una donna coraggiosa, fragile e protettiva: un florilegio di qualità femminee immortalate dal tocco leggero e dell’abile mano di Alphonse Mucha (Ivančice 1860 – Praga 1939).
Duecento opere tra dipinti, manifesti, disegni, gioielli, opere decorative e disegni preparatori per gli arredi della Boutique Fouquet per ripercorrere il lavoro di uno degli artisti più celebri in Europa tra ‘800 e ‘900, fautore di linee morbide, forme floreali ispirate alla Parigi della Bella Èpoque e successivamente diffusesi in tutta Europa.

Alphonse Mucha, artista poliedrico

Un artista poliedrico e versatile, ma soprattutto riflessivo, sostenitore di un’arte completa comprensiva sia della sfera estetica che di quella emotiva e sensibile. Fervente patriota si accosta alla pittura tra Monaco di Baviera e Parigi, cuore pulsante della cultura europea; qui avvengono i primi incontri con le personalità dell’arte, tra le quali Gauguin, e l’avvenimento che segna l’inizio dell’era dedicata ai poster: gli viene commissionata, ultimo tra gli ultimi, la realizzazione di un manifesto per la nuova pièce teatrale Gismonda. Nella sua fusione di influssi bizantini e stilemi Art Nouveau, il poster risulta così moderno da decretare immediatamente il successo di Mucha; un ritratto di Sarah Bernhardt che la rende immortale.
Non solo poster ma anche pastelli, oli, foto ed oggetti espressionisti; la raccolta rappresenta la storia dell’Europa centrale sopravvissuta sino ai giorni nostri al Fascismo ed al Comunismo. Una visione utopistica e sognatrice quella di Mucha, che desiderava voleva essere l’artefice di ritratti per le persone, non solo colui il quale creava un’arte senza scopo.

Sei settori che riassumono la creazione di Mucha

Una mostra che rappresenta molti aspetti dell’artista dividendoli in sei settori il cui filo conduttore è rappresentato dalla creazione di un linguaggio capace di comunicare con le persone alle quali si rivolgeva. Un percorso interiore parla di un pensatore, un filosofo e di come l’arte fosse per lui solo un mezzo di divulgazione. Dal periodo boemo parigino della Gismonda, alla creazione di immagini per il grande pubblico, produzioni con l’intento di infondere i valori estetici nella produzione artistica ed artigianale; dalla fase cosmopolita, con l’ascesa all’Esposizione Universale del 1900, alla filosofia mistica atta al raggiungimento della Verità universale; dal ritorno in patria all’avvicinarsi inquietante della Prima Guerra Mondiale con il trittico L’età della ragione, L’età della saggezza, L’età dell’amore, concepito quale monumento all’umanità intera. Ragione, Saggezza, Amore, principi base e chiave tramite i quali era possibile raggiungere l’armonia favorendo il progresso del genere umano: concetti fortemente affermati da Mucha in un periodo in cui sembrava affacciarsi l’ipotesi di una guerra.

Opere incantevoli

Occhi che languidamente osservano lo spettatore avvolti in atmosfere fatate; manifestazioni floreali di stagioni che vestono le sinuose forme delle donne proiettandole in ere senza tempo; studi di stelle e lune che divengono antropomorfe rappresentazioni di divinità; visioni sante di Madonne, gioielli preziosi, paesaggi paradisiaci che incantano la vista proiettando chi guarda in paradisi ovattati. Linee lievi che si alternano a più decise, colori delicati che si alternano in chiaroscuri luminosi; illustrazioni mistiche ispirate al simbolismo massonico, messaggi che l’autore indirizzava alle future popolazioni.
Un comunicatore completo che ha lasciato opere di altissimo valore artistico ma anche simbolico.
Ilenia Maria Melis

 

Alphonse Mucha
fino all’11 settembre 2016
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini
Via San Pietro in Carcere – Roma
www.ilvittoriano.com

 

 

 

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