Arancia Meccanica (foto Francesco Squeglia)

Arancia meccanica, perversioni mentali in scena al Teatro Eliseo

L’Arancia Meccanica di Kubrick sbarca all’Eliseo

Il desiderio di scuotere le genti su argomenti forti, tormenti e dolore interiore, disagio mentale che porta a violenza gratuita; questo l’intento dell’opera in scena presso il Teatro Eliseo fino al 15 maggio: Arancia meccanica. Un predecessore importante capace di incutere ansia trovandocisi a confronto come Stanley Kubrick che nel 1971 propose una reinterpretazione del testo originale di Anthony Burgess, A Clockwork Orange/Un’arancia a orologeria; un film storico dal quale, però, Gabriele Russo vuole discostarsi sulla scia dei recenti fatti di cronaca in cui dolore, tortura ed omicidi sono divenuti tristemente all’ordine del giorno.

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La trama

Tutta la storia ruota attorno ad Alex (Daniele Russo) ed i suoi amici Drughi (Sebastiano Gavasso e Alessio Piazza), giovani teppisti il cuoi desiderio e divertimento maggiore consisteste nel perpetrare crimini di una violenza sempre crescente. La società in cui vivono, però, non tollerando simili comportamenti tenta in ogni modo di manipolare le menti malate dell’inconsapevole protagonista divenuto vittima di un gioco assurdo di potere; esperimenti riabilitativi, condizionamenti psicologici, castrazioni chimiche che portano Alex a ripudiare libidine e violenza, annullando ogni stimolo nonché il suo libero arbitrio.

Alex viene trasformato in un essere insensibile, capace solo di soffrire fisicamente ogni qual volta in lui si affaccia nuovamente il desiderio di compiere atti spregevoli. Ma questa non è la soluzione alla sua sofferenza; l’uomo vaga per le strade, abbandonato dalla sua famiglia che lo ha rinnegato giungendo sino a sostituire la sua figura di figlio con un’altra ragazza; abbandonato dagli amici, complici di una società che lo vuole diverso, pacato, in grado di tendergli una trappola per sfogare su di lui, inerme, la loro repressione di giovani sciocchi ed incapaci.

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Musiche e scenografie coinvolgenti

Le originali musiche di Morgan, rilettura rock della celebre colonna sonora di Beethoven, nella trasposizione cinematografica, stemperano l’atmosfera conferendo vivacità ritmica al susseguirsi della storia.

Non da meno la scenografia, che rende in maniera sublime, i cambi di ambientazione con giochi di luce, oggetti che piovono dal cielo per rifornire i protagonisti del tanto bramato LattePiù, stanze che si muovono sul palco come cubi che materializzano le perversioni del protagonista.

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L’incubo rock di Alex

Un incubo rock raccontato in prima persona da Alex in cui visioni, musica e ritmo sono scanditi dal suo sentire.  Una sottile linea tra bene e male al suono di Ludovico Van, trasposizione onirica di Beethoven.

Una violenza oltre la violenza in un mondo cieco in cui l’urlo disperato del protagonista squarcerà la buia notte portandolo all’autodistruzione.

Ilenia Maria Melis

 

Arancia Meccanica

dal 26 aprile al 15 maggio 2016

Teatro Eliseo

Via Nazionale, 183 – Roma

http://www.teatroeliseo.com/

 

 

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