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Chi ha paura del Buio? Il lato oscuro in mostra al Musja

    Shiota, Chi ha paura del Buio, Musja di Roma

    Primo appuntamento di tre momenti distribuiti nell’arco di tre anni, Chi ha paura del Buio? presso il Musja di Roma porta in mostra opere, sia site specific prodotte per la mostra sia provenienti dalla collezione Jacorossi, capaci di creare suggestioni, di indurre riflessioni nell’osservare. Un percorso costruito ad arte in cui le immagini stimolano i sensi tra percezioni tattili, visioni teatrali, magie e rituali per mezzo delle quali ansia e paura prendono forme diverse, percorrono sentieri inaspettati, per poi dissolversi. Oscure visioni che ci accarezzano per sollecitare un coraggio riposto nel profondo.

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    Gregor Schneider, End of the Museum, The Dark Side. Chi ha paura del Buio, Musja
    Gregor Schneider, End of the Museum, 2019.
    Courtesy the artist.
    The Dark Side. Chi ha paura del Buio, Musja

    Il buio mi avvolge mentre incedo lentamente invasa da un sottile timore; poco quello che i miei occhi riescono a scorgere. Un passo dopo l’altro procedo lungo il nero corridoio in cui fanno bella mostra di sé oscuri scenari inquadrati da cornici nere come la pece; in fondo al mio cammino una luce, forse tornerò a meglio percepire cosa mi attornia … no, è un antro luminoso, ma sospette figure mi circondano; è una bocca mostruosa quella che mi si spalanca dinnanzi e apre le fauci invitandomi ad entrare per spingermi in un viaggio verso l’ignoto. E come un solitario Dante inizio il mio cammino nelle tenebre.

    Così ha inizio il percorso oscuro di una mostra che vuole indagare su una delle paure più profonde, il buio, quell’oscurità che riporta in superficie mostri interiori, che non permette di vedere cosa si ha attorno che inevitabilmente costringe a guardarsi dentro. Una debole oscurità che abbraccia il cammino della conoscenza.

    “nell’assoluta chiarezza non ci si vede né più né meno che nell’assoluta oscurità, e che così l’uno come l’altro vedere sono un puro vedere, un veder nulla. La pura luce e la pura oscurità son due vuoti (…) solo nella luce intorbidita si può distinguere qualcosa”.

    (G. W. F.  Hegel, Scienza della logica)

    Monster Chetwynd, Bat, The Dark Side, Chi ha paura del Buio, Musja
    Monster Chetwynd, Bat, 2018.
    Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
    The Dark Side. Chi ha paura del Buio, Musja

    Oscurità, luci e ombre che preannunciano le tenebre in un cammino infernale che conduce alla scoperta della verità. Come affermava Giordano Bruno, “l’ombra è il nascondiglio del vero”; e nella ricerca di una verità interiore l’arte si prefigura quale mezzo precipuo per affrontare le proprie paure, quelle più recondite sommerse nel tempo. Un percorso di conoscenza senza il quale non è possibile nemmeno sfiorare la verità.

    Luci che disegnano sagome incerte nell’ombra in un abbraccio tra tenebra e splendore che gioca di contrasti. Diversità che si congiungono, visioni opache in cui cogliere i dettagli; saperi ombrosi di una verità sempre in bilico, inciampi dell’anima nel percorso di conoscenza.

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    Chiharu Shiota, Sleeping is like Death, The Dark Side, Chi ha paura del Buio, Musja
    Installation View: Chiharu Shiota, Sleeping is like Death, 2019.
    Courtesy the artist & Galerie Templon and Gino De Dominicis, Untitled. 1985.
    Courtesy Collezione Jacorossi, Roma.
    The Dark Side. Chi ha paura del Buio, Musja

    Un’arte che disvela realtà sepolte nell’ambiguità della notte, celate nell’inquietudine di un’oscurità ignota. La paura si mescola con l’eccitazione; quadri anneriti lungo le pareti in un ricordo dell’arte in continua dissoluzione; tracce di un sapere mutato che ha abbandonato l’idillio poetico per abbracciare il mistero (Gregor Schneider, End of the Museum).

    Mostri infantili che si parano dinnanzi in un orrore di cartapesta che scuote la memoria facendo riaffiorare paure ancestrali; bocche spalancate da attraversare per proseguire nel cammino (Monster Chetwynd, Helle Mouth). Gocce di cristallo che si illuminano come personaggi alieni, presenze fugaci di un’eleganza quasi svanita. Vite effimere che si lacerano nei ricordi, in immagini offuscate dal tempo.

    Gino De Dominicis, Untitled
    Gino De Dominicis, Untitled, 1985.
    Courtesy Collezione Jacorossi, Roma.
    The Dark Side. Chi ha paura del Buio, Musja

    Un turbinio di sensazioni in cui è necessario cercare un appiglio, una traccia che indichi la direzione da seguire; linee nere che si contorcono lungo il cammino intrecciandosi, annodandosi come segni di un percorso incerto fatto di dubbi ma anche di tratti sicuri in cui i capelli si stratificano costituendo un appiglio affidabile (James Lee Byars, The Chair of Transformation). E nel silenzio affiorano suoni, volti, emozioni intrappolate in un dedalo di ragnatele che soffocano, oscurano lo sguardo rimpicciolendo e dilatando lo spazio, schiacciando i corpi nei letti, soffocando i sogni ma suscitando tuttavia emozioni controverse (Chiharu Shiota, Sleeping is like death). Brividi violenti che si condensano in figure sanguigne, in immagini misteriose, ricordo diabolico in cui la deformazione annega nell’inquietudine (Gino De Dominicis, Senza titolo).

    Ombre, dubbi, negazioni che pervadono il visitatore in un viaggio nell’Io eclissato dentro ognuno di noi. The Dark Side. Chi ha paura del Buio? presso il Musja non è solo una mostra ma un percorso che accende curiosità e desideri di guardare oltre gli schemi mentali in un’indagine delle proprie paure, nel tentativo di afferrare la propria ombra, di cogliere il fiore della Sapienza attraverso l’Arte.

    Ilenia Maria Melis

    The Dark Side.

    Chi ha paura del Buio?

    Musja

    via dei Chiavari, 7 – Roma

    fino al 1 marzo 2020

    www.musja.it

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