Come visitare gli studi di Cinecittà

Come visitare gli studi di Cinecittà

Come visitare gli studi di CinecittàVisita agli Studi di Cinecittà, fucina di capolavori del Cinema in cui si sono avvicendati attori e registi noti in tuto il mondo. Come visitare il tempio del Cinema a Roma e cosa vedere nel grande centro di produzione secondo solo a Hollywood.

Come visitare gli Studi di Cinecittà e perché? Non è difficile rispondere a queste domande; il come lo scopriremo strada facendo ma il perché balza subito agli occhi quando si visionano grandi capolavori del Cinema come La dolce vita di Federico Fellini, Il paziente inglese di Anthony Minghella, La leggenda del pianista sull’oceano di Giuseppe Tornatore o Ben Hur di William Wyler. Film frutto di una macchina del Cinema che lavora alacremente a ogni scenografia, costume, location, curando dettagli impensabili ai più.

Un luogo magico in cui sono stati girati circa 3000 film di cui 90 hanno ricevuto la candidatura all’Oscar vincendo 47 statuette. Nati agli inizi del Novecento per promuovere la cinematografia italiana e stimolare la produzione, gli Studi di Cinecittà non smettono di sfornare pellicole e progetti ancora oggi capaci di far sognare il grande pubblico.

E cosa c’è di più emozionante dello spiare il dietro le quinte immaginando per un attimo di essere dietro la cinepresa? Partiamo per questo viaggio nella fabbrica dei sogni del Cinema.

Sommario

Girando a Cinecittà

La testa di Venusia realizzata da Giantito Burchiellaro per il Casanova di Federico Fellini, come visitare gli Studi Cinecittà
La testa di Venusia realizzata da Giantito Burchiellaro per il Casanova di Federico Fellini
(ph. Ilenia M. Melis)
Come visitare gli Studi di Cinecittà

Una volta varcato il grande ingresso razionalista dei Cinecittà Studios, il cuore inizia a scalpitare scorgendo dinanzi agli occhi le prime testimonianze, i primi elementi scenografici: uno tra tutti l’enorme testa di Venusia realizzata da Giantito Burchiellaro che nel Casanova di Federico Fellini (1976) emerge dalle acque del Canal Grande tra scoppiettanti fuochi d’artificio; vi sorprenderà sapere che la scena è stata interamente costruita nei teatri di posa. Un aneddoto che rende l’idea della grande fabbrica che si cela dietro a progetti così grandiosi.

Ma senza senza lasciarvi trasportare troppo dalle misteriose presenze che ci circondano, facciamo il nostro ingresso nella Palazzina Presidenziale dove un allestimento scenografico narra la storia delle più grandi produzioni che hanno segnato Cinecittà tra il 1937 e il 1990. Le sequenze di immagini si alternano tra video, interviste e costumi originali indossati da grandi star del calibro di Liz Taylor, Giulietta Masina, Nino Manfredi e Richard Burton. E ci si sorprende ad ammirare file di bottoni allineati alla perfezione, ricami delicati e copricapo di curiosa fattura.

E tutto intorno è una sequela di citazioni da La Bisbetica domata a La notte di Pasquino, dall’Edipo re a In nome del popolo sovrano, per poi essere catapultati in un tipico saloon western, rimando a quella commedia all’italiana in auge tra gli anni Settanta e Ottanta.

I backstage

Perché Cinecittà, Sala Fellini 2, Anna Galante
Perché Cinecittà, Sala Fellini 2, Anna Galante

Ma un’idea del dietro la cinepresa la regalano i backstage che offrono uno spaccato dei momenti salienti nel processo creativo del regista: cassetti da aprire, in cui sbirciare scovando gli oggetti simbolo dei vari registi; stanze in cui si dà voce ai personaggi dei film, in cui si costruiscono sequenze di fotogrammi; in cui si dà forma e movimento. Trucchi, effetti speciali da esplorare con l’ausilio di video e materiali che svelano il dietro le quinte delle tecniche di finzione più utilizzate nel mondo del Cinema.

E poi, una sala interattiva, che sarà apprezzata soprattutto dai più piccoli, in cui sperimentare il green screen, espediente che permette a soggetti e oggetti di catapultarsi in scenari inediti, dai fondali marini agli spazi interstellari.

Il percorso si chiude con un suggestivo passaggio in un sottomarino americano, set utilizzato nel film U-571 di Jonathan Mostow, ambientato nella Seconda Guerra Mondiale; una vera e propria immersione nel mito.

La Palazzina Fellini

  • Installazione a Cinecittà con Federico Fellini e Dante Ferretti, come visitare gli Studi Cinecittà
  • Un Marcello Mastroianni circondato da luci e soubrette, come e perché visitare gli Studi di Cinecittà

E una volta riemersi è il momento di scoprire il genio di Federico Fellini attraverso le sue visioni oniriche condensate nella mostra permanente a lui dedicata e che porta il nome del suo scenografo premio Oscar, Dante Ferretti.

Inaugurata in occasione del centenario della nascita del Maestro Fellini, la mostra è un racconto dell’incontro di due universi, quello di Federico e quello di Dantino, di un fortunato sodalizio nato nel 1969 sul set del Satyricon che ha portato alla realizzazione di titoli indimenticabili.

E ci si ritrova per le strade di Roma a bordo di una storica FIAT 125, emblema dei continui viaggi di Fellini e Ferretti; o sul set di La città delle donne, accanto a un Marcello Mastroianni circondato da luci e soubrette.

Da bambino ero solito sentirmi molto eccitato quando aspettavo seduto al Fulgor che il film iniziasse. C’era quella meravigliosa sensazione ogni volta che mi avviavo verso lo Studio 5 di Cinecittà, solo che si trattava di un sentimento da adulto perché il controllo delle meraviglie che stavano per scaturire era nelle mie mani“.

Federico Fellini

A chiudere l’omaggio a Fellini, l’ultima sala, in una celebrazione di quello che fu un luogo fondamentale per il Maestro, il Fulgor, la storica sala cinematografica di Rimini in cui il regista si avvicinò al Cinema.

Il MIAC

Una delle installazioni del MIAC a Cinecittà
Una delle installazioni del MIAC a Cinecittà
(ph. Ilenia M. Melis)
Come visitare gli Studi di Cinecittà

Abbandonato l’universo onirico di Fellini è il momento di fare un tuffo nel MIAC, il Museo Italiano Audiovisivo e Cinema per scoprire la storia e l’evoluzione dell’arte delle immagini in movimento. Una sfilata di centinaia di filmati messi a disposizione dall’Istituto Luce e dalle Teche Rai che accompagnano il visitatore in un viaggio lungo 120 anni attraverso installazioni interattive e video arte. Dodici ambienti coinvolgenti che trasportano lungo i decenni tra pellicole, jingle e suoni.

Un caleidoscopio di luci, musiche ed emozioni che seguono il percorso cinematografico italiano mettendo in luce non solo i grandi nomi, ma anche quelle maestranze complici di tanto genio e successo del Cinema.

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I set

  • Il set permanente dell'Antica Roma a Cinecittà, come visitare gli studi Cinecittà
  • Uno scorcio dal set permanente dell'Antica Roma a Cinecittà, come visitare i set permanenti di Cinecittà
  • Il set permanente di Gerusalemme a Cinecittà, come visitare i set permanenti di Cinecittà

Una volta ripercorsa la storia del Cinema attraverso i musei tematici di Cinecittà, è il momento di vivere l’esperienza forse più emozionante della visita agli Studios, la visita ai set permanenti. E in un attimo ci si trova catapultati nella Roma Antica tra gli edifici del Foro Romano con i loro colori sgargianti che risplendono sotto la luce dei raggi solari; e sembra quasi di vedere orde di antichi romani in costume sfilare sotto i nostri occhi in un gioco di contrasti cromatici.

Uno dei set più grandi di Cinecittà che si estende per quattro ettari in un brulicare di legno e resina; sì, perché sono questi i materiali che compongono queste sorprendenti strutture non sono di certo mattoni e pietre, ma pannelli di legno e lastre di vetroresina che riproducono alla perfezione le strutture originali: toccare per credere!

Un nuovo salto di location e ci si ritrova nel Tempio di Gerusalemme realizzato da Francesco Frigeri per il film The young Messiah del 2016. Una commistione di stili, influenze e architetture che rendono la ricostruzione credibile anche se non dal punto di vista filologico. I più attenti, poi, noteranno un dettaglio: tutte le strutture risultano basse e rastremate, ossia con una struttura che si riduce dal basso verso l’alto; questo perché le strutture, con le riprese, fatte dal basso, dovevano regalare all’ambiente una sensazione di spazialità e maggior altezza.

Si gira l’angolo ed ecco un nuovo set: ora siamo nella Firenze del 1400, sul set disegnato dallo scenografo Marco Dentici per la serie di Michele Soavi dedicata alla vita di Francesco d’Assisi. Ma non è l’unica pellicola qui ambientata: questo set è infatti un insieme di citazioni, ambientazioni ed epoche differenti. E svoltato l’angolo da Firenze si può andare a Verona passando sotto il balcone di Romeo e Giulietta, o in un’Italia del XVII secolo sul set della serie Netflix La luna nera. Non vi resta che provare a indovinare le ambientazioni e le pellicole qui girate.

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Come visitare gli Studios di Cinecittà

Ora qualche consiglio affinché la vostra visita si svolga al meglio e possiate godere di questa esperienza: se pensate di visitare gli Studi di Cinecittà nel periodo estivo, armatevi si cappello e crema solare; i set sono all’esterno e nel corso della visita potreste soffrire il caldo. In tal caso, il bar all’interno degli Studios saprà regalarvi un momento di fresco riposo. La visita ha una durata di circa due ore, quindi consiglio di indossare scarpe comode.

I biglietti sono acquistabili sul sito di TicketOne al prezzo di 15,00 Euro (biglietto intero); l visita ai set permanenti si svolge in compagnia di una guida, mentre le altre strutture sono visitabili autonomamente.

Gli Studios di CInecittà sono aperti tutti i giorni (martedì escluso) dalle 10.00 alle 18.00 (la biglietteria chiude alle 16.30).

Non mi resta che augurarvi buona visita agli Studi di Cinecittà.

Ilenia Maria Melis

Cinecittà si mostra

via Tuscolana, 1055 – Roma

biglietto intero 15,00 Euro

cinecittastudios.it

2 commenti su “Come visitare gli studi di Cinecittà”

  1. Mi piacerebbe moltissimo visitarli e ti ringrazio delle dritte. Personalmente preferirei visitarli quando fa un po’ più fresco. Ci faccio veramente un pensierino!

    1. Io sono stata fortunata perché pur avendoli visitati in estate, sono riuscita a farlo in una giornata più fresca, quando il cielo era lievemente coperto. Sicuramente con il fresco sono maggiormente godibili

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