Cosa vedere Ascoli Piceno arte enogastronomia

Cosa vedere ad Ascoli Piceno tra arte ed enogastronomia

Cosa vedere ad Ascoli Piceno in una giornata tra arte ed enogastronomia? Numerosi gli angoli offerti dalla splendida città marchigiana nota per le sue torri, le piazze in travertino e per le ottime e golosissime olive all’ascolana, una specialità tutta da scoprire. Quindi partiamo per un nuovo itinerario alla scoperta di Ascoli Piceno!

Un centro storico costruito quasi interamente in travertino ed una ricchezza artistica ed architettonica che la pone tra le più belle città d’Italia: è Ascoli Piceno, città delle Marche celebre per i suoi tornei cavallereschi e per l’oliva ascolana, specialità gastronomica marchigiana apprezzata anche oltre i confini nazionali. Una città da godere passeggiando tra i suoi bianchi vicoli con in mano un bel cono di fritti ascolani. Ecco allora un itinerario di un giorno per scoprire cosa vedere ad Ascoli Piceno tra arte ed enogastronomia.

Piazza Arringo

Si parte da piazza Arringo, la piazza più antica della città, sede nel corso del Medioevo, delle adunanze popolari. Ed è proprio qui che un tempo si svolgevano i tornei cavallereschi legati alla celebrazione del santo patrono, la Quintana e la Giostra dell’Anello. Oggi, nel periodo estivo, è possibile assistere alla rievocazione del torneo cavalleresco della Quintana, gara di abilità e di destrezza per la conquista del Palio che coinvolge 1500 figuranti in abiti d’epoca.

La Cattedrale di Sant’Emidio

Cosa vedere Ascoli Piceno arte enogastronomia
Piazza Arringo ad Ascoli Piceno: in primo piano le fontane ellittiche; sulla destra Palazzo dell’Arengo; in fondo la Cattedrale di Sant’Emidio

A dominare piazza Arringo è la Cattedrale di Sant’Emidio, duomo cittadino dedicato al patrono di Ascoli e protettore dai terremoti. Sorta probabilmente sui resti di una basilica romana di V secolo, la cattedrale presenta una pianta a croce latina a cui nell’XI secolo vengono aggiunte le due torri ai lati della facciata. Il Duomo viene poi ampliato nel Quattrocento andando ad assumere l’odierno aspetto: le torri romaniche, ancora visibili dalla piazza, vengono inglobate nella nuova facciata (1529-39) disegnata da Cola dell’Amatrice. Al suo interno, un pregevole rivestimento argenteo ricopre l’altare con 27 formelle disposte su tre ordini: è il racconto della vita di Cristo, importante opera orafa marchigiana eseguita dall’ascolano Pietro Vannini, attivo in città dal 1414 al 1464, che realizzò anche la statua in argento di Sant’Emidio. Sulla parete di fondo spicca lo splendido polittico di Carlo Crivelli, pittore veneziano incaricato dal vescovo di Ascoli, Prospero Caffarelli, di eseguire una grande opera per il Duomo: il polittico, che reca la sua firma, raffigura Cristo benedicente attorniato dai dieci apostoli.

Palazzo dell’Arengo

Dopo un sorso d’acqua presso le fontane ellittiche in piazza ed una foto allo stemma comunale, è il tempo di immergersi nei tendaggi di velluto rosso ed i lampadari di Murano varcando la soglia del Palazzo dell’Arengo, sede della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno. Ben 15 sale che ospitano dipinti su tela e tavola databili tra il XIV ed il XX secolo; sculture, ceramiche, strumenti musicali, affreschi e miniature in un percorso arricchito da arredi barocchi e stile impero. Tra gli artisti esposti, Tiziano, Guido Reni, Carlo Maratta.

INFO:    biglietto intero 8,00 Euro; chiuso il lunedì

                www.ascolimusei.it

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Piazza del Popolo

Piazza del Popolo Ascoli Piceno cosa vedere arte enogastronomia
Piazza del Popolo, Ascoli Piceno

Imperdibile una sosta nel salotto d’Italia, tra i bagliori dei palazzi in travertino e l’elegante loggiato; così è definita, infatti, piazza del Popolo ad Ascoli Piceno, un piccolo gioiello incastonato nel centro storico che offre numerosi spunti di vario interesse, tra arte ed enogastronomia.

Caffè Meletti

Una sosta per un caffè non si rifiuta mai, soprattutto se si ha l’opportunità di gustare un’ottima miscela in uno dei 150 caffè storici d’Italia; è il Caffè Meletti, un’istituzione per Ascoli, che sin dall’esterno invita i clienti a fare un tuffo nel passato. Qui passarono Guttuso, che, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, vi progettò la rivista L’Orsa Maggiore, ma anche Stuparich, Zandonai, Badoglio, Sartre, Hemingway e Trilussa che, goloso dell’Anisetta Meletti, scrisse “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”. Una facciata rosa a cinque archi che apre le porte ad una bomboniera liberty in cui concedersi un’elegante pausa. Al bancone ligneo o su divanetti in velluto verde, impossibile non provare la specialità della casa, il Melettino, un caffè Kafa, uno dei più pregiati al mondo originario dell’Etiopia, servito con spuma di crema chantillly ed Anisetta Meletti.

INFO: Caffè Meletti, piazza del Popolo, 56 – Ascoli Piceno

Palazzo dei Capitani del Popolo

Palazzo dei Capitani del Popolo
Palazzo dei Capitani del Popolo, Ascoli Piceno

Alla destra del Caffè Meletti è il Palazzo dei Capitani del Popolo, storico edificio costruito alla fine del XIII secolo sorto dapprima per ospitare il governo comunale, poi sede dei vicari del re di Napoli, dei Carrara degli Sforza e dei legati pontifici. Restaurato nel Cinquecento in seguito ad un incendio appiccato durante una lotta fra fazioni di nobili locali, il palazzo ha visto l’opera di Cola dell’Amatrice nella facciata. Risalgono sempre a questo periodo la statua di papa Paolo III inserita sull’archivolto, lo scalone ed il cortile centrale.  Gli interni riservano affreschi e pannelli lignei tutti da ammirare, ma anche un ricco percorso archeologico lungo la storia della città, sin dal periodo romano repubblicano, grazie agli scavi effettuati negli anni Ottanta del Novecento. 

Chiesa di San Francesco d’Assisi

Chiesa di San Francesco d'Assisi, Ascoli Piceno
Chiesa di San Francesco d’Assisi, Ascoli Piceno

La Chiesa di San Francesco d’Assisi ad Ascoli Piceno si staglia nel lato nord di piazza del Popolo posta tra i due chiostri Maggiore e Minore. Interessante esempio di architettura francescana, nasce per ricordare la visita di San Francesco ad Ascoli Piceno nell’anno 1215.

Edicola della Madonna, Chiesa di San Francesco d'Assisi, Ascoli Piceno
Edicola della Madonna, Chiesa di San Francesco d’Assisi, Ascoli Piceno

Dieci pilastri poligonali scandiscono l’interno suddividendolo in tre navate dall’andamento lineare che rispetta la semplicità francescana. Su piazza del Popolo affaccia il lato destro della chiesa con il maestoso ingresso laterale sul quale, nel 1510, viene posto il monumento a Papa Giulio II come riconoscimento per aver liberato la città dalla tirannia di Astolfo Guiderocchi e del figlio Gianfrancesco (il Papa li fece rinchiudere nella rocca di Forlì). Alla destra del portale nel 1639 viene inserita l’Edicola della Madonna, eseguita da Lazzaro Morelli, allievo e collaboratore di Bernini, e dedicata alla Madonna di Reggio. Qui si soffermavano i condannati a morte per un’ultima preghiera.

Tre portali gotici scandiscono la facciata principale su Via del Trivio. Il portale centrale è arricchito da colonnine con leoni stilofori e pinnacoli con statue di San Francesco e Sant’Antonio. Una curiosità: in basso sono presenti delle colonnine a forma di canne d’organo che mostrano parti consunte dall’uso degli ascolani di farle suonare.

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Fuori le mura ascolane

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Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte. Ascoli Piceno

Fuori dal contesto urbano due luoghi sacri dedicati al patrono di Ascoli Piceno Sant’Emidio: il Tempietto di Sant’Emidio Rosso e il Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte.

Il Tempietto di Sant’Emidio Rosso sorge appena fuori delle vecchie mura cittadine, nel quartiere di Porta Solestà, poco distante dal ponte Romano e dalla fonte di Sant’Emidio. In questo luogo il santo fu decapitato e, secondo la tradizione agiografica, si incamminò con la propria testa in mano per raggiungere le grotte. Questo era il luogo dove si era rifugiato con i compagni durante le persecuzioni; divenne dapprima sepolcro, poi oratorio trasformato, nella prima metà del Settecento, su progetto di Giuseppe Giosafatti, nel Tempietto di Sant’Emidio alle Grotte. Oltre una facciata in travertino addossata ad una parete di tufo, si cela un interno costituito da una grotta naturale di roccia tufacea. Un luogo suggestivo da non perdere.

INFO:    visitabile previo appuntamento contattando l’associazione Sant’Emidio nel Mondo (e-mail s.emidiomondo@gmail.com) o  il Centro Informazioni Turistiche e culturali di Ascoli Piceno (Tel. 0736 298204/298334; e-mail turismo@comune.ascolipiceno.it).

Lo street food ascolano

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Street food ascolano, le olive all’ascolana – Cosa vedere ad Ascoli Piceno tra arte ed enogastronomia

Siamo quasi giunti alla fine di questo itinerario ad Ascoli Piceno, ma non prima di aver assaggiato le sue prelibate e caratteristiche specialità gastronomiche, le olive all’ascolana. Non le conoscete? Sono composte da olive verdi in salamoia, della varietà Ascolana Tenera DOP, private del nocciolo e farcite all’interno con un morbido composto a base di carne macinata precedentemente cotta e sfumata con vino bianco, cui si aggiungono noce moscata, rossi d’uovo e Parmigiano Reggiano grattugiato; panate e fritte per essere degustate calde.

A questo punto vi chiederete dove gustarle; nessun problema perché numerose sono le opportunità che la città ascolana offre per assaporare questo prodotto tipico che vi conquisterà. Si tratterà solo di perdersi per le vie di Ascoli abbandonandosi all’assaggio compulsivo di fritti. Partendo da piazza del Popolo, irrinunciabile una sosta da Migliori, che propone le sue olive in versione street food ascolano secondo la storica ricetta di nonna Maria. Disponibili anche nella versione fatta a mano, per riscoprire i sapori veri di un tempo, o al tartufo, per un tocco di innovazione.

In una piccola Rua del centro anche La Bottega dell’Oliva Ascolana, piccola bottega artigianale di appena due persone che realizza ottime olive a mano con la pazienza e l’abilità di un tempo. Fresche da cucinare in casa o appena fritte per essere gustate in un comodo cartoccio per le vie di Ascoli.

INFO:    Migliori,  Piazza Arringo, 2 – Ascoli Piceno

                La Bottega dell’Oliva Ascolana, Via di Solestà, 15 – Ascoli Piceno

Qualche spunto su cosa vedere ad Ascoli Piceno tra arte ed enogastronomia a questo punto lo avete; non vi resta che decidere quando partire.  E se siete giunti fin qui vi meritate un regalo: cliccando sul seguente link (qui) potrete usufruire di uno sconto del 10% su una prenotazione su Booking.

A questo punto non rimane che augurarvi buon viaggio alla scoperta della splendida Ascoli Piceno!

Ilenia Maria Melis

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