Cosmowomen, la mostra alla Galleria Nazionale – La Galleria Nazionale guarda all’architettura con Cosmowomen. Places as Constellations, una mostra che offre uno spaccato inaspettato fatto di simboli; un viaggio in un universo differente, capace di trasformare, influenzare le giovani donne. Tre luoghi simboleggiati da tre grandi sfere tutte da esplorare.
L’universo femminile in mostra con Cosmowomen, l’esposizione che invade gli spazi della Galleria Nazionale con tre grandi sfere concettuali, globi che richiamano le sfere armillari. Tra dimensioni ordinate dallo spazio più intimo a quello pubblico e politico, che rimandano al Gineceo, all’Onsen e al Parlamento. Tre ambiti in cui le donne hanno ancora moto da raccontare.
Cosmowomen. Places as Constellations
Inaugurata il 21 giugno scorso, la mostra Cosmowomen. Places as Constellations, a cura di Izaskun Chinchilla Moreno, si presenta come un viaggio attorno al concetto filosofico e spaziale di sfera, un universo differente capace di influenzare, con il suo linguaggio, le giovani donne e le giovani architette.
Ed è così che negli spazi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea si palesano tre grandi sfere, raccoglitori concettuali che ruotano attorno a spazi più intimi che, però, protendono verso il pubblico e la politica. Sfere dedicate a luoghi di convivenza che hanno avuto un ruolo importante nella costruzione della cultura comune delle donne, che spesso hanno rappresentato un luogo di aggregazione ma anche di esclusione o segregazione.
Nel salone centrale del museo tre grandi sfere si fanno oggetti pedagogici che, così come nel Medioevo le armille riproducevano astronomicamente il globo terrestre, rievocano il mondo femminile contemporaneo. Una costellazione progettata dalle donne per mezzo della loro esperienza, delle loro relazioni e di quel fitto intrico di cultura, storia ed estetica.
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Il Gineceo, l’Onsen e il Parlamento
Sfere che si fanno universi dedicato ai diversi luoghi di convivenza; tasselli di un progetto che guarda al quotidiano rifiutando gli stereotipi e prendendo in considerazione natura, luce, colori e materiali sostenibili. Chiari riferimenti che Izaskum Chinchilla Moreno attinge dalla trilogia scritta dal filosofo tedesco Peter Sloterdijk quali figure che favoriscono le relazioni tra gli esseri umani e rendono i luoghi più immersivi.
Sfere dedicate ognuna a un diverso luogo di convivenza: il Gineceo, l’Onsen e il Parlamento. Prima sfera, il Gineceo, luogo intimo in cui le donne hanno saputo costruire relazioni trasversali tra le classi sociali, in cui gli spazi dedicati all’universo femminile vengono reinterpretati in chiave moderna.
Poi c’è la seconda sfera, l’Onsen, luogo di relazione che trae spunto dai tradizionali bagni giapponesi, area dedicata esclusivamente alle donne. Qui il punto di partenza è l’accettazione della natura, del corpo femminile.
Termina il ciclo la terza sfera, il Parlamento, il luogo per eccellenza delle relazioni pubbliche; e la domanda sorge spontanea: quanto sarebbe diverso un organo istituzionale fondato da donne? in cosa differirebbe: usi, spazi, organizzazione, aspetto?
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Tre sfere, tre luoghi simbolici che raccolgono numerose sottosfere attraverso le quali 65 architette propongono modelli alternativi per mezzo dei quali relazionarsi con lo spazio, con gli esseri umani e il pianeta. Nuovi rapporti che partono dall’accettazione della natura ma anche del proprio corpo. Prospettive che germogliano dalla cultura classica, dalla filosofia, dalla letteratura e dal teatro, dalla biologia e dalle nuove tecnologie.
Ilenia Maria Melis
Cosmowomen. Places as Constellations
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
viale delle Belle Arti, 131 – Roma
fino al 10 ottobre 2021
biglietto intero 10,00 Euro

Mi presento, sono Ilenia Maria Melis e vivo a Roma, città dai mille volti, crocevia di culture.
Giornalista & blogger, laureata in Beni Culturali, curiosa per natura, da sempre appassionata di arte, archeologia e viaggi. Nascere in una città come Roma ha sicuramente stimolato il mio amore per l’antichità, per il bello; ogni angolo di questa città è un piccolo gioiello da scoprire, così come ogni borgo della nostra bella Italia.
Il viaggio diviene per me momento di scoperta, conoscenza, sorpresa; emozioni che desidero ogni giorno regalare a chi mi legge piantando il seme della curiosità tra le righe ed il desiderio di conoscere sempre cose nuove, che si tratti di arte o di cibo. E chissà che prima o poi questo semino non germogli e spinga sempre più persone a visitare nuove città, musei, a leggere libri e scoprire quel che di bello si nasconde dietro l’angolo.
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