AltaRoma: dalla Grande Mela, l’Alta Moda di Antonella Rossi nella Capitale

L’Alta Moda della Maison Antonella Rossi sfila nella Capitale

Un giovane epilogo per la Maison Antonella Rossi che annovera tra i suoi collaboratori una delle figlie, Giulia Mori, stilista talentuosa reduce da una ricca esperienza newyorchese all’interno del brand LRS. Sono proprio le ricche e variegate influenze della Grande Mela, con il suo spirito cosmopolita ed innovativo, ad ispirare la Collezione Antonella Rossi Haute Couture SS 2016 presentata tra gli eventi in calendario per AltaRoma AltaModa. Colori tenui, eleganti cromatismi, volumi che strizzano l’occhio alla moda anni Novanta; contrasti grintosi, morbidi ricami che avvolgono nel pizzo i corpi delle modelle che con fare leggero muovono lungo la passerella dell’Hotel Westin Excelsior Roma. Ma Antonella Rossi è anche innovazione; ed ecco che ai tessuti consueti della moda si accostano trame inusitate come la spugna. Una collezione unica che combina tradizione ed innovazione.

L’intervista alle due stiliste

Abbiamo chiesto proprio ad Antonella Rossi e Giulia Mori di illustrarci la storia della Maison e la nascita del connubio con le nuove leve della moda.

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Antonella Rossi e Giulia Mori

Come nasce la Maison “Antonella Rossi”?

Antonella Rossi: La Maison “Antonella Rossi” nasce da lontano perché inizia con i miei genitori, poi proseguo io. È  una maison che ha sempre avuto una grande tradizione, che è quella di fare sempre un prodotto di eccellenza, di realizzarlo sempre in Italia e di credere in quello che gli italiani sanno fare. La seconda generazione sono io; adesso cedo alla terza generazione che sono le mie tre figlie capitanate da Giulia che, anche se la più piccola, è direttore creativo ed artistico di questa collezione.

La collaborazione con giovani stilisti cosa può apportare?

Antonella Rossi: Può portare linfa vitale; è inevitabile e se si vuole andare avanti è fondamentale che ci sia questo ricambio perché i giovani hanno un sentire che è fondamentale ed aiutano le maison a mantenersi sempre sulla cresta dell’onda ed accrescere.

Cosa è l’Alta Moda per una giovane stilista?

Giulia Mori: Secondo me è cercare quella delicatezza, quella ricercatezza nelle lavorazioni che non siamo abituati a vedere. Io ho 25 anni, quindi per me è stata una questione di tradizione nascere in una sartoria, saper cucire a mano. Per noi è un connubio tra quello che può essere fashion, moderno, che noi stessi ci metteremo, ed una manodopera, un’artigianalità esclusiva.

La grande mela

A cosa si ispira la sua collezione? Ho letto dell’utilizzo di materiali insoliti, non propri della moda.

Giulia Mori: La collezione si ispira alla Grande Mela, alla città di New York. Questa è piena di impulsi, di creatività; è molto presente la multi etnia, è veramente varia. Avevamo voglia di uscire dal certo in questa collezione; ci sono sempre raso di pura seta, georgette, pizzi che rendono la donna estremamente femminile, ma c’è anche il voile, un materiale etereo e leggerissimo, a contrasto con pizzi colorati all’interno della nostra azienda. É presente anche la spugna; mi incuriosiva molto sperimentarla al di là del mare ma come io potrei indossarla per la città, come una donna vorrebbe indossarla a livello sartoriale: una lavorazione incredibile, anche essa con pizzi, ma grintosa, adatta per uscire.

Ilenia Maria Melis

 

http://www.antonellarossi.it/

Il video dell’intervista SfilataAltaModaDonnaAntonellaRossi

È un mito, la città: le stanze e le finestre, le strade che eruttano vapore:

per ciascuno, per chiunque, un mito diverso, la testa di un idolo con occhi

di semaforo che ammiccano un tenero verde, un cinico rosso.

Questa isola, galleggiante su acqua di fiume come un iceberg di diamante,

chiamatela New York, chiamatela come vi pare: il nome non importa poiché,

arrivando dalla maggiore realtà dell’altrove, uno va alla ricerca soltanto di una città,

di un posto dove nascondersi, dove smarrire o scoprire se stesso,

per fabbricare un sogno all’interno del quale dimostrare che, dopo tutto,

non sei il brutto anatroccolo, ma un essere meraviglioso e degno di essere amato.

Truman Capote