Father and Son

Father & Son Game: il Mann oltrepassa le barriere lanciando un videogioco

L’archeologia si fa videogioco con Father & Son Game!

Sì, non avete capito male; chi non ha mai sognato di immergersi in sotterranei bui alla ricerca di tesori, o addentrarsi in piramidi enigmatiche ricche di trabocchetti, o introdursi in colossali templi dalle robuste colonne? Io sicuramente! Una realizzazione del sogno di molti che, attratti dalle mirabolanti ed alquanto improbabili avventure di archeologi d’eccezione come Indiana Jones e Lara Croft, per altro entrambi protagonisti di videogiochi, sarà resa possibile a partire dal mese di marzo quando uscirà un interessante game, Father & Son, ispirato al mondo dell’archeologia, per altro, con contenuti di altissimo livello. Punto cruciale attorno al quale ruotano narrazione ed azione, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che, con le sue celebri opere ed architetture fungerà da scenario agli avvenimenti. Dieci personaggi da incontrare lungo i tre chilometri di strade partenopee disegnate, dall’artista inglese Sean Wenham, a mano, con lo scopo creare una rappresentazione vivida e accurata della vita attraverso il tempo, fino a trasmettere al giocatore le sensazioni provate passeggiando oggi per le vie di Napoli.

Father and Son

Per capire meglio come è nato il progetto abbiamo intervistato il Prof. Ludovico Solima, professore associato e docente di “Management delle imprese culturali” presso il Dipartimento di Economia dell’Università della Campania, che ha promosso la realizzazione del videogioco da parte del Mann.

Da cosa nasce l’idea di sviluppare un videogioco in un museo archeologico?

Solima: “L’idea di realizzare un videogioco ambientato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è scaturita dall’incontro con Fabio Viola, uno dei più qualificati game-designer a livello mondiale, grazie al quale ho iniziato ad approfondire il settore dei video-giochi, che all’epoca (circa un anno fa) era per me del tutto sconosciuto. Mi sono infatti chiesto se questo mondo potesse utilmente entrare in contatto con quello museale e ho svolto alcune ricerche su eventuali sperimentazioni condotte da musei italiani e stranieri. Il risultato è stato sorprendente, almeno dal mio punto di vista, nel senso che ho rilevato come tali esperienze fossero molto poco numerose a livello internazionale e sostanzialmente assenti nel nostro Paese. Malgrado ciò, ho ritenuto che da questa contaminazione potessero scaturire risultati molto interessanti, sia per il museo, in termini di maggiore visibilità ed attrattività nei confronti di nuovi pubblici, che dal punto di vista dei video-gamer. Mi sono quindi confrontato con il Direttore del Mann, Paolo Giulierini, il quale si è subito mostrato molto interessato ad avviare una sperimentazione; quindi, in pochissimo tempo, è stato deciso di avviare il progetto che ha portato alla realizzazione di Father & Son”.

Father & Son Game potrebbe rappresentare un apripista per una nuova forma di “pubblicità” per i musei. Quali altre realtà includerebbe nel progetto?

Solima: “La realizzazione di un videogioco, come dicevo, è sicuramente un modo per il Mann di accrescere la propria visibilità a livello internazionale, anche in considerazione del fatto che i giocatori al mondo sono circa un miliardo.

Sotto questo profilo, va anche considerato che la progressiva diffusione di smartphone, sempre più potenti, a prezzi sempre più bassi, ha ampliato a dismisura i confini di questo mercato, che è quindi in grado di raggiungere sempre più facilmente nuovi segmenti di domanda, costituiti dalle persone che, con il proprio cellulare, si avvicinano al mondo dei videogiochi, anche se in passato non lo avevano mai fatto.

Anche per questo motivo si è deciso di distribuire il game  prodotto dal Mann in forma del tutto gratuita e di realizzarlo, sin dall’origine, sia in italiano che in lingua inglese.

Vorrei però aggiungere un’altra riflessione: oltre ad un obiettivo di maggiore visibilità e, quindi,  di maggiore attrattività del museo nei confronti della sua domanda potenziale, credo che la decisione di produrre un videogioco possa anche determinare significativi vantaggi di tipo immateriale, conferendo, cioè, al Mann l’immagine di un luogo della cultura dinamico ed innovativo, al passo con i tempi, capace di sperimentare nuovi strumenti e nuove soluzioni tecnologiche per svolgere al meglio la propria attività. E questo, devo dire, non credo sia un aspetto da sottovalutare, perché consente di ribaltare l’immagine tradizionalmente associata al museo, spesso considerato come un luogo impermeabile ed indifferente ai cambiamenti che interessano la nostra società”.

Father and Son

Un progetto in collaborazione con TuoMuseo

Il progetto è sviluppato da TuoMuseo, realtà internazionale già vincitrice del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo per lo sviluppo di soluzione innovative in ambito culturale. Fabio Viola, Presidente TuoMuseo, spiega qual è stato il ruolo dell’associazione nella realizzazione del progetto: “L’associazione culturale TuoMuseo ha ricevuto l’incarico per la progettazione e realizzazione del videogioco. Operativamente tutto quello che va dal concept di gioco al rilascio sul mercato, inclusa la realizzazione del codice sorgente, comparto grafico e le musiche. Abbiamo supportato il Museo anche in aspetti legati al marketing e comunicazione realizzando il sito web ufficiale (http://www.fatherandsongame.com), gli account social e lavorando su community e testate verticali in ambito gaming e cultura per potenziare il già ottimo lavoro svolto dallo staff dell’istituzione culturale. Approfitto per ringraziare tutti i membri del team per il lavoro che stanno svolgendo a vario titolo nel progetto: Sean Wenham, Alessandro Salvati, Arkadiusz Reikowski, Joan Carlos, Vitalba Morelli, Salvatore Savino, Fabio Sarracino, Massimiliano Elia e Fabio Addari”.

Ma in cosa consiste Father &Son Game?

Si tratta di un gioco narrativo 2D, a scorrimento laterale, che esplora sentimenti quali amore, sogni, paura, attraverso il viaggio di un figlio alla scoperta di un padre archeologo che non ha mai conosciuto. Durante l’esperienza, il protagonista attraversa diverse epoche storiche: dall’antica Roma, all’Egitto, passando per l’età borbonica fino alla Napoli di oggi. Quella che inizia come un’esperienza personale diviene così una storia universale e senza tempo, dove il presente ed il passato si alternano in una serie di scelte significative per il giocatore stesso.

Michael, questo il nome del giovane “esploratore”, si reca a Napoli, al Museo Archeologico Nazionale, dopo aver ricevuto una lettera da suo padre  per conoscere di più sulla vita del proprio genitore e sugli insegnamenti che gli ha lasciato. Storie ed epoche si susseguono esplorando le strade di una città colma di personaggi con i quali dialogare, interagire, con vissuti in cui scavare ed indagare. Il gioco si snoderà attraverso diversi livelli temporali: si potrà essere catapultati nel 79 d.C. a Pompei nelle ventiquattro ore precedenti la devastante eruzione del Vesuvio, per poi ritornare nel 2017 presso le rovine della città romana, nella veste di turista.

A questo punto non resta altro che aspettare l’uscita del gioco prevista per la prossima primavera per scoprire e vivere l’archeologia in un  odo nuovo ed inconsueto!

Ilenia Maria Melis

 

Father & Son Game

www.fatherandsongame.com

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https://www.twitter.com/FatherandSonVG

Video presentazione https://www.youtube.com/watch?v=YaPQifURdLQ

 

 

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