I Grandi Maestri - Orizzonte Cultura

I Grandi Maestri della fotografia raccontano Leica in un viaggio emozionate per immagini

“La Leica, con la sua capacità di agire e di farlo velocemente, è per me ciò che la penna è per lo scrittore. Questa macchina fotografica mi permette di raccontare storie”. (Gianni Berengo Gardin).

Dopo otto tappe di gran successo, arriva a Roma I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica, unico momento italiano di una mostra straordinaria all’interno della quale numerose fotografie vintage propongono una sintesi dei 100 anni Leica; immagini che provengono dall’archivio Leica, locandine, filmati, scatti originali di celebri fotografi come Gianni Berengo Gardin, Henri Cartier-Bresson, Garry Winogrand. Al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini fino al 18 febbraio 2018 un’occasione per emozionarsi, ammirare le fotografie e conoscere gli aneddoti che si nascondono dietro i fotogrammi; un insieme di scatti che raccontano il Novecento.

Il focus della mostra

Prima mostra che non pone il focus nella narrazione sulla tecnica della macchina fotografica, ma si incentra sul prodotto che crea partendo da uno scatto, da una testimonianza tangibile del progresso che ha apportato la Leica nel mondo della fotografia. Leica, un marchio che segnò un forte cambiamento mondiale con l’avvento di una macchina fotografica multiuso da utilizzare agevolmente nella vita di tutti i giorni cercando di raccontarne gli attimi salienti.

Alcuni scatti di Gianni Berengo Gardin
Alcuni scatti di Gianni Berengo Gardin

Il Ventesimo secolo per immagini

Un’esposizione che narra le fotografie del Ventesimo Secolo scattate con la Leica; immagini che divengono prova tangibile delle emozioni grazie alla qualità della narrazione che si dirama lungo le strade. Due gli aspetti da tenere in considerazione: la raccolta di un gran numero di immagini vintage, considerate un pezzo di storia della fotografia, e la diffusione di un prodotto nelle culture di tutto il mondo per un colpo d’occhio mondiale con fotogrammi che riescono a suscitare entusiasmo. Interpretazioni della realtà, guardi che offrono differenti punti di vista della storia e che parlano anche di legami speciali con la propria macchina fotografica: primo tra tutti Henri Cartier-Bresson che non riuscì mai ad allontanarsi dalla sua Leica tanto da affermare: “Le altre macchine fotografiche che ho provato mi hanno sempre convinto a ritornare a lei…Finché farò questo lavoro, questa è la mia macchina fotografica”.

La storia di Leica

Una storia che inizia nel 1914 con un progetto ritenuto impossibile ed un prodotto dalla realizzazione dispendiosa che condensava stile, visione e tecnica per una nuova sfida della fotografia che permise di osservare il mondo e lasciarne traccia grazie all’ideazione della Ur-Leica: la prima fotocamera per il formato 35 mm che sancì l’inizio di un approccio dinamico alla fotografia. Una rivoluzione, la sintesi di un progetto mondiale secondo il quale l’immagine diviene tale solo se stampata; un concetto che contrasta con l’attualità dei social media che offrono scatti istantanei che divengono virali solo nel web.

Ur-Leica, built by Oskar Barnack, completed in 1914 © Leica Camera AG
La Ur-Leica, costruita da Oskar Barnack, completata nel 1914 © Leica Camera AG

Una mostra che offre anche una guida, un esempio di quello che può essere una buona fotografia, che riassume il valore delle immagini e vuole dimostrare che la fotografia ha regole prestabile che, se seguite, permettono ad ognuno di noi di essere artisti per mezzo di uno scatto.

Storie in un istante

Fotogrammi che raccontano storie in un istante, di un attimo impresso non solo nella pellicola, ma anche nei ricordi di tutti coloro i quali avranno l’onore di contemplare le immagini. Ogni singola immagine suscita emozioni profonde che parlano un’unica lingua focalizzandosi su problemi sociali difficili da raccontare ma che divengono comprensibili tramite uno scatto. Una finestra aperta sul frammento di ricordi che ciascuno di noi custodisce gelosamente nei cassetti della memoria.

Storie di rivoluzioni, guerra, fame, povertà, ma anche moda, architettura, svago, attimi di gioia; racconti di esultanza ma anche di drammi estremi: facile perdersi tra le fascinazioni di scatti prestigiosi immaginando storie ed aneddoti celati dietro l’obiettivo. Poi d’improvviso si viene riportati alla realtà, alla crudezza del passato, quel passato in cui l’orrore umano non ha avuto confini, non ha avuto pietà, ed ha spinto persino i bambini a fuggire soli dalle proprie case per sottrarsi all’orrore della devastazione nemica: la foto di  Nick Út che ritrae la piccola Kim Phuc fuggire nuda dal proprio villaggio fa letteralmente venire i brividi e si è colpiti da un senso di impotenza mista al desiderio di accogliere quell’anima tra le braccia per sottrarla agli  sguardi e consolarla.

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Sulla sinistra lo scatto di Nick Út che ritrae la piccola Kim Phuc fuggire dal proprio villaggio

I Grandi Maestri

Visioni peculiari di una nazione, della sua gente, di attimi redi speciali dagli scatti di Gianni Berengo Gardin, in grado di influenzare il foto-giornalismo italiano con la sua personalità; un equilibrio di emozioni imprigionate in scatti senza tempo come nel suo documentario dedicato ai manicomi che, negli anni ’70, fu un vero choc per l’Italia.

Gianni Berengo Gardin
Gianni Berengo Gardin

Un viaggio dei sentimenti fatto attraverso le fotografie, tramite fotogrammi che aiutano a sognare ma anche a conoscere aspetti della storia talvolta trascurati; una narrazione emozionante in grado di lasciare un sapore dolce amaro in chi avrà l’onore di vivere per un giorno da grande maestro.

Ilenia Maria Melis

 

I Grandi Maestri.

100 anni di fotografia Leica.

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini

Via San Pietro in Carcere – Roma

www.ilvittoriano.com

 

Catalogo della mostra in versione illustrata disponibile su Amazon

 

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