I labirinti del cuore tra Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo. Da Giorgione un viaggio nei sentimenti del Rinascimento

Sentimenti contrastanti, amore e malinconia, rapporti politici, discernimenti filosofici che si perdono in musiche che riecheggiano stagioni passate di un tempo ormai lontano e che permettono di abbandonarsi nei “labirinti del cuore”: queste le tematiche affrontate dalla mostra costruita attorno ad un capolavoro di Giorgione, i due amici, considerato uno dei capisaldi del maestro di Castelfranco, punto di svolta nella ritrattistica del primo Cinquecento: Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma, in mostra tra Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo fino al 17 settembre 2017.

Giorgio da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto, 1477 c. – Venezia, 1510) Due amici 1502 c.
Giorgio da Castelfranco detto Giorgione (Castelfranco Veneto, 1477 c. – Venezia, 1510) Due amici, 1502 c.

Il doppio ritratto

Un doppio ritratto che riconduce alla storia di Palazzo Venezia con vicende che proseguono negli anni che ne hanno caratterizzato le differenti destinazioni, da ambasciata, a palazzo e museo di arte medievale nel primo Rinascimento; anni complessi per il dipinto in questione, da principio di non sicura attribuzione e poi riconosciuto come opera di Giorgione, uno dei pittori più complicati da mettere a fuoco.

Una mostra prende il via, quindi, su un problema aperto, utilizzando l’opera per affrontare un tema ancora da indagare, cioè la rappresentazione dei sentimenti nel Rinascimento. Un dialogo ed un confronto tra differenti discipline per una complessità di presenze che hanno portato anche alla realizzazione di un ricco catalogo a cura di Enrico Maria Dal Pozzolo ed edito da Arte’m che permetterà di continuare la discussione sull’argomento. Un’esposizione che dimostra quanto ricerca e divulgazione vadano di pari passo.

Giorgio da Castelfranco, detto Giorgione (Castelfranco Veneto 1477 c. - Venezia 1510) Leda e il cigno 1499-1500
Giorgio da Castelfranco, detto Giorgione (Castelfranco Veneto 1477 c. – Venezia 1510) Leda e il cigno, 1499-1500

A condurre il visitatore un accompagnamento musicale che ne aumenterà l’esperienza sensoriale per un’esperienza per una visita maggiormente immersiva.

Dalla Loggia partono i Labirinti del cuore

Dalla Loggia delle Benedizioni di Palazzo Venezia parte una mostra che spiega i rapporti tra Roma e Venezia; come sottolineato da Michele De Lucchi, curatore della mostra, un allestimento che è a metà strada tra il palazzo che lo ospita e la mostra stessa, in grado di connettere la meraviglia di Castel Sant’Angelo, Palazzo Venezia ed i sentimenti, i “labirinti del cuore”, una strada mai percorsa che porta a scoprire meraviglie poco conosciute di cui Giorgione è la chiave. Un modo per documentare un capitolo di storia mai raccontato, in cui esiste una dimensione ritrattistica privata nel corso della quale i pittori venivano chiamati a testimoniare l’evoluzione esistenziale del committente; evoluzione che generalmente coincideva con mutazioni sentimentali. Segni simbolici un tempo di semplice codificazione, dai significati stratificati nell’epoca che aprono prospettive di approccio in cui le opere stesse parlano e desiderano essere interpretate.

Domenico Tintoretto, Ritratto di donna che mostra il petto, nono decennio del XVI secolo
Domenico Tintoretto, Ritratto di donna che mostra il petto, nono decennio del XVI secolo

Amori e nudità

A Palazzo Venezia il petto di una donna si apre mostrando delicatamente l’animo più profondo, svelando non solo il seno ma anche il cuore e i sentimenti d’amore nascosti dietro ad esso (Domenico Tintoretto, Ritratto di donna che mostra il petto, nono decennio del XVI secolo). La “Gioconda” di Palazzo Venezia, i Due amici (1502 c.) di Giorgio da Castelfranco detto Giorgione apre porte della ritrattistica per lungo tempo rimaste chiuse: l’elegante giovane i primo piano appare penso in malinconici pensieri amorosi imprigionato in  un sentimento tra sofferenza ed estasi; in secondo piano l’amico che, pur partecipando empaticamente alla sofferenza, risulta essere in contrasto con l’innamorato non essendo stato colpito dalla freccia di Cupido.

Castel Sant'Angelo
Castel Sant’Angelo – Orizzonte Cultura

La mostra prosegue a Castel Sant’Angelo

A Castel Sant’Angelo il viaggio nei sentimenti continua indagando su parole che fanno riferimento al mito di Petrarca: libri in stormo che sembrano spiccare il volo posati su leggii trasparenti. Poi ritratti musicali e frasi tratte dagli Asolani di Pietro Bembo, accordatori da braccio che sottolineano la necessità di uniformarsi alla perfezione musicale dell’universo, e cupidi bendati che scagliano frecce d’amore.

Un viaggio tra i sentimenti in cui perdersi godendo sensorialmente di una mostra indimenticabile.

Ilenia Maria Melis

 

Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma

Palazzo Venezia – Piazza Venezia

Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello, 50

www.mostragiorgione.it

 

 

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