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Il Ferragosto tra origini e tradizioni

Il Ferragosto è ormai alle porte; il tempo pare non sarà clemente ma sono certa che questo non fermerà quanti decideranno di onorare una delle feste più attese dell’estate con scampagnate fuori porta e succulenti manicaretti che talvolta sembrano avere poco di estivo!

 

Ma qual è la sua origine?

Il Ferragosto ha origine nell’antica Roma: si tratta infatti di una festività antichissima denominata nella Roma Imperiale Feriae Augusti istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. Si trattava di un periodo di riposo e festeggiamenti che traeva ispirazione dai Consualia, feste dedicate al termine dei lavori agricoli.

Il Ferragosto nell’antichità non rappresentava che un anello di congiunzione tra le festività estive che dovevano fornire un adeguato periodo di riposo, Augustali, necessario dopo le fatiche del lavoro.

In tutto l’impero di organizzavano corse di cavalli, buoi, festeggiamenti che in qualche modo ricordano il Palio dell’Assunta che si svolge a Siena proprio il 16 agosto.

Augusto di Prima Porta (Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9944655)
Augusto di Prima Porta (Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9944655)

Gli intrecci con la religione

In origine la festa cadeva il primo di agosto; successivamente la sua ricorrenza fu spostata al 15 per farla coincidere con l’Assunzione di Maria in Cielo. Fu papa Pio XII il primo novembre 1950 a proclamare dogma di fede l’Assunzione di Maria. Le Chiese ortodosse celebrano nello stesso giorno la festa della Dormizione della Vergine, una ricorrenza che non implica e non esclude la morte della Vergine.

 

Il Ventennio Fascista

La gita fuori porta diventata peculiarità del Ferragosto nasce nel Ventennio Fascista quanto a partire dalla seconda metà degli anni venti il regime organizzava gite popolari attraverso le associazioni dopolavoro; vennero istituiti i Treni popolari di Ferragosto, viaggi dedicati alle classi meno abbienti che potevano raggiungere facilmente le località di mare o montagna.

 

La tradizione culinaria

Sora Lella (Elena Fabrizi) in Bianco, rosso e Verdone (1981) David di Donatello per la migliore attrice non protagonista 1984
Sora Lella (Elena Fabrizi) in Bianco, rosso e Verdone (1981) David di Donatello per la migliore attrice non protagonista 1984

Una festa che in lungo e largo per lo stivale acquisisce sfumature e caratteristiche che si fondono con tradizioni locali che non tralasciano in alcun modo quelle culinarie. La celebre scampagnata va da sempre condita di ottime prelibatezze che talvolta sembrano avere poco di estivo se non la stagionalità dei prodotti.

Celebre la tradizione romana che “santifica” il Ferragosto con un piatto tradizionale in cui ingredienti poveri si uniscono dando vita ad un piatto rustico ma gustoso. Come non ricordare, quindi, la Sora Lella (Elena Fabrizi) che in un documentario RAI affermava, preparando il piatto a Gigi Ballista: “A me er pollo me piace fatto alla romana, coi peperoni e se Napoleone veniva a Roma, se magnava er pollo che facevo io!” .

 

 

La ricetta del Pollo alla Romana

Di seguito vi lascio la ricetta che consiglia la Sora Lella per una preparazione ottimale del Pollo alla Romana:

– un pollo intero

– tre peperoni di diverso colore

– una cipolla

– passata di pomodoro

– vino bianco per sfumare

– olio evo

– sale

– pepe

Tagliare il pollo in pezzi e farlo rosolare i olio con sale e pepe; sfumare con vino bianco e far dorare il pollo; aggiungere un po’ di passata e lasciar cuocere.

Nel frattempo far soffriggere le cipolle tagliare; aggiungere i peperoni tagliati a pezzi, la passata, sale e pepe terminare la cottura.

Quando le due preparazioni saranno ultimate, unire i peperoni al pollo e lasciar insaporire.

Non mi resta che augurarvi buon Ferragosto e buon appetito!

Ilenia Maria Melis

 

 

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