Il quartiere Coppedè di Roma, storia e curiosità

Il quartiere Coppedè di Roma, storia e curiosità

Il quartiere Coppedè di Roma, storia e curiositàA Roma, nel quartiere Trieste, un complesso di villini costituisce un piccolo angolo di pace fuori dalle rotte del traffico cittadino: è il quartiere Coppedè, luogo incantato popolato da mostri e personaggi mitologici, che vide la luce nel primo Novecento su progetto di Gino Coppedè. Scopriamone insieme storia e curiosità.

Dopo aver esplorato il Gianicolo e il Ghetto Ebraico, voglio condurvi in una zona che saprà sorprendervi con la sua storia e le sue curiosità, il quartiere Coppedè di Roma. Uno di quei luoghi che non ti aspetti di trovare nella Città Eterna, che si innesta nel quartiere Trieste con il suo alone magico, il suo fascino costruito tra mostri, animali e personaggi mitologici che abitano le sue architetture quasi animandosi al calar del sole.

Il quartiere Coppedè, un po’ di storia

Passeggiando per Coppedè a Roma
Passeggiando per Coppedè a Roma
(ph. Ilenia Maria Melis)
Il quartiere Coppedè di Roma, storia e curiosità

Risale agli inizi del Novecento la fondazione del quartiere Coppedè; l’idea nasce dal desiderio di realizzare una zona abitativa adiacente a piazza Buenos Aires. Il progetto viene affidato a Gino Coppedè, eclettico artista che fonde diversi stili ornamentali creando in proprio marchio espressivo fortemente ispirato al Liberty. Il quartiere nasce sul piano regolatore dell’ingegner Edmondo Sanjust di Teulada tra non poche difficoltà: difficile, infatti, conciliar e il progetto di Coppedè con i vincoli imposti dalla sovrintendenza della commissione edilizia.

È il 1927 quando la morte di Coppedè lascia un quartiere incompiuto; erano, infatti, terminati i soli Palazzi degli Ambasciatori. La guerra rallenta ulteriormente i lavori che sono ultimati dall’architetto Paolo Emilio Andrè. Il quartiere giunge così quasi intatto ai nostri giorni con quell’alone di mistero che ha affascinato registi e sceneggiatori: da Dario Argento in Inferno e L’uccello dalle piume di cristallo, a Richard Douner per le sequenze iniziali del film Il presagio. Un fascino a cui nemmeno il Cinema ha saputo resistere.

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Oltre il portale

Il portale d'ingresso a Coppedè
Il portale d’ingresso a Coppedè
(ph. Ilenia Maria Melis)
Cosa vedere nel quartiere Coppedè di Roma

Lungo via Tagliamento, nel quartiere Trieste, a pochi passi da piazza Buenos Aires, un grande arco, coronato da un ricco lampadario in ferro battuto, segna il punto d’ingresso ad una delle zone più suggestive di Roma, il quartiere Coppedè. E passo dopo passo ci si rende conto di aver lasciato lo strombazzare delle auto alle proprie spalle e di aver varcato la soglia di un luogo in cui il silenzio è rotto solo dallo zampillare dalla fontana che campeggia in piazza Mincio.

Il colpo d’occhio riempie la mente di suggestioni: in ogni angolo in cui lo sguardo si posa, volti mostruosi scrutano i visitatori quasi mettendoli in guardia. Animali si rincorrono sulle architetture e figure mitologiche si affacciano con il loro carico di colori e forme.

Cancellate dal gusto medievale custodiscono facciate in cui si succedono stucchi barocchi, figure di ispirazione medievale e decorazioni Liberty. E lì, nel mezzo della piazza, una fontana che ai più attenti ricorderà una delle fontane più belle di Roma, quella delle Tartarughe a cui la Fontana delle Rane si ispira. Lo stile è quello barocco; così emergono schiena a schiena figure umane dalle cui bocche sgorga l’acqua; e queste, possenti, sorreggono quattro conchiglie riempite dagli zampilli emessi da grosse rane, mentre, sul catino sommitale, un concerto di otto rane zampilla acqua cristallina verso il centro.

Ma ora un curioso aneddoto: pensate che nel 1965, proprio nella Fontana delle Rane, fecero il bagno i Beatles dopo un concerto nel vicino Piper, tempio della musica negli anni Sessanta e Settanta.

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Villini e palazzi

  • Il Palazzo del Ragno, Coppedè Roma
  • Il Palazzo del Ragno, dettaglio

E tutto attorno si innalzano villini e palazzi che richiamano, nella loro architettura, i fasti della Roma imperiale: candidi volumi mossi da simboli e richiami in cui si affollano mascheroni, conchiglie, api, aquile, lumache, arieti e putti. Una fusione unica costruita da Coppedè per dar vita ad uno stile unico, personale, irripetibile.

Ed a vegliare sulla piazza, il Palazzo del Ragno con il suo portale sovrastato da un mosaico con un grande ragno nero su fondo dorato; elementi differenti che fusi insieme popolano un portale che racconta come lo stile Liberty incontra lo stile classico; e sopra, un volto corrucciato incorniciato da leoni e un affresco che richiama, nelle sue figurazioni, temi massonici.

  • Il Villino delle Fate, quartiere Coppedè Roma
  • Il Villino delle Fate, dettaglio, quartiere Coppedè Roma storia curiosità

Proseguendo la nostra passeggiata nel quartiere Coppedè, la magia non sembra interrompersi: così, alla sinistra del Villino del Ragno, sono i Villini delle Fate, strutture indipendenti che si uniscono insieme. Sulla facciata donne e cavalieri a cui si accostano scene fiorentine dove compaiono persino Dante e Petrarca; figure fantastiche che rendono il luogo fatato, di una bellezza quasi inaspettata. Orologi astronomici, capitelli, animali utopici che fanno da coro alla grande Lupa Capitolina, omaggio dell’architetto alla città di Roma. Elementi che si rincorrono infarcendo la scenografia di una teatralità che onora la borghesia romana a cui erano un tempo destinate le abitazioni.

  • Scorci al quartiere Coppedè di Roma storia curiosità
  • Dettaglio decorazione Villino delle Fate, quartiere Coppedè Roma storia curiosità
  • Dettaglio decorazione Dante e Petrarca, Villino delle Fate a Coppedè

Passo dopo passo si coglie il gioco di simbologie massoniche, esoteriche, come in un percorso iniziatico che ha attraversato il tempo: galli, coppe e dadi per raggiungere la conoscenza.

Un quadrilatero architettonico in cui trionfano fiori e ghirlande, lumache, simbolo di rinascita (Palazzo degli Ambasciatori), le api, metafora dell’anima che a Roma riporta alla mente la famiglia Barberini; e poi ancora, i cavalli, le civette, animale sacro alla dea Minerva, simbolo di sapienza, il leone e l’aquila, segno di potere.

Ma scorrendo in rassegna animali e figure antropomorfe, come non perdersi alla ricerca di misteri e segni incorniciate da profili multiformi che solo il tempo e l’oblio possono cancellare. Un museo a cielo aperto che di notte si tinge di mistero; un luogo segreto della Capitale da visitare per viaggiare con la fantasia e non solo.

Ilenia Maria Melis

8 commenti su “Il quartiere Coppedè di Roma, storia e curiosità”

  1. Mi hai fatto scoprire un nuovo quartiere di roma dove voglio assolutamente perderci a passeggiare ed osservare, molto affascinante

  2. Un quartiere molto suggestivo! Già solo varcando la porta, si può respirare la tipica aria dargentesca. Sarei curiosa di vedere la foto dei Betlemme nella fontana delle rane xo!

  3. Con il tuo articolo sul Quartiere Coppedé sono entrata in una zona di Roma a me sconosciuta, nonostante i due viaggi già fatti nella città eterna, e magicamente fantastica. Quando studiavo architettura a Genova avevo visto un paio di opere dell’architetto Coppedé in città ma, in questo quartiere con i suoi oltre 40 edifici, credo proprio che ci perderei la giornata con il naso all’insù cercando di individuare figure mitologiche, simboli esoterici, mostri e quant’altro. Tra l’altro scrivi che Coppedè morì prima di aver ultimato il suo progetto, sai che cosa mi hai fatto venire in mente? Un altro architetto eclettico: Antoni Gaudí .
    Mi hai piacevolmente sorpresa e incuriosita con questo articolo, grazie per il reportage. Già sai cosa includerò nella “to do list” del terzo viaggio a Roma 😉 🙂

  4. Io adoro lo stile Liberty. Avevo già visto qualche immagine di questo quartiere romano, ma, purtroppo, non ho ancora avuto modo di visitarlo. Seguirò i tuoi consigli per non perdermi nessuna di queste meraviglie!

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