Itinerario di un giorno tra Frasassi e Genga

Itinerario di un giorno tra Frasassi e Genga

Itinerario di un giorno tra Frasassi e Genga – Nuovo itinerario nelle Marche; questa volta ci spostiamo nella zona di Genga, piccolo comune in provincia di Ancona situato nella zona appenninica marchigiana. Luoghi affascinanti che custodiscono suggestivi percorsi sotterranei, anfratti sorprendenti in cui scoprire gioielli architettonici inaspettati; un tempio di natura e spiritualità tra i boschi verdeggianti e gli spigoli montani. Un breve itinerario di un giorno in un territorio in cui il tempo ha costruito meraviglie tutte da scoprire.

Le Grotte di Frasassi

Nell’Appennino marchigiano, nel territorio di Genga (An), tra boschi verdeggianti, si celano meraviglie della natura; gole, valli, grotte, affascinanti scrigni di prodigi naturali realizzati nel corso di millenni. Ed è proprio nel ventre di queste montagne che si nascondono le Grotte di Frasassi, suggestive custodi di bianche rocce stratificate dal tempo in gole ed anfratti in cui riposano limpide acque di un azzurro rasserenante.

Paesaggi che riportano alla mente i racconti di Jules Verne, in cui il silenzio è interrotto solo dallo stupore per meraviglie che solo la natura sa donare; un alternarsi di stalattiti e stalagmiti che si susseguono nel ventre della montagna. Una delle meraviglie delle Marche, frutto di una scoperta fortuita compiuta da un gruppo di speleologi. È il luglio del 1971 quando alcuni giovani jesini si trovano dinnanzi una stretta apertura da cui fuoriesce una corrente d’aria; solo dopo un mese di lavoro riescono ad ampliare il pertugio, la Strettoia del tarlo. Da qui si aprono cinque chilometri di cunicoli, pozzi e nuove cavità all’interno delle quali trovano persino tracce di animali conservate nel tempo.

Grotte di Frasassi, scorcio di una delle sale, Itinerario di un giorno tra Frasassi e Genga
Grotte di Frasassi, scorcio di una delle sale – Itinerario di un giorno tra Frasassi e Genga

Ma è nel settembre dello stesso anno che avviene la scoperta più rilevante: attraversando le pedici nord del monte Vallemontagnana, Rolando Silvestri, del Gruppo Speleologico Marchigiano Club Alpino Italiano di Ancona, scopre un nuovo pertugio; dopo un’opera di scavatura durata giorni, solo l’ausilio di un sasso, gettato per calcolare la profondità della grotta, apre le porte ad una nuova meraviglia. È l’Abisso Ancona, un ambiente largo 120 metri, lungo 180 e alto oltre 200; uno spazio immenso, capace di contenere il Duomo di Milano.

Una selva di sculture naturali che l’occhio umano difficilmente riesce a percepire nella loro immensità per l’assenza di punti di riferimento noti, ma che possono raggiungere i 20 metri d’altezza. Capolavori costruiti dal tempo e dall’attività incessante della natura. Inutile sottolineare lo stupore dei primi scopritori; un sentimento di meraviglia ed emozione che ancora oggi coglie i visitatori delle Grotte di Frasassi. Uno stupore che si imprime nei ricordi. Una targa posta all’ingresso del percorso di visita ricorda i nomi di quei primi speleologi che ebbero la fortuna di entrare in questo gioiello della natura.

Grotte di Frasassi, giochi di luce e acqua, Itinerario di un giorno tra Frassasi e Genga
Grotte di Frasassi, giochi di luce e acqua – Itinerario di un giorno tra Frassasi e Genga

Paesaggi fiabeschi scolpiti dall’acqua; giochi di luci ed ombre creati dalle concrezioni; suggestioni degli occhi e della mente custodite nel cuore del sottosuolo. Magie della fisica e della chimica che non smettono di sorprendere; melodie di gocce che costruiscono, giorno dopo giorno, una bellezza tutta da esplorare.

INFO:    biglietto intero 18,00 euro; ridotto 15,00 Euro

                www.frasassi.com

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Il Tempio di Valadier

Scorcio del Tempio di Valadier
Scorcio del Tempio di Valadier

Dopo una breve salita, incastonato in una grotta, un gioiello architettonico che affaccia su di un dirupo; è il Tempio di Valadier, splendida fusione tra architettura e natura, fatto erigere da papa Leone XII, nativo di Genga, su progetto del noto architetto romano Giuseppe Valadier. Completato ed inaugurato nel 1828, il tempio presenta una pianta ottagonale ed una cupola rivestita in piombo; linee essenziali che risaltano nei conci regolari in travertino in un’armonia neoclassica dalle affascinanti proporzioni.

Un unico ambiente interno che custodisce un altare in alabastro che cattura la luce che filtra nella caverna; qui campeggia la copia della statua raffigurante la Vergine con Bambino attribuita ad Antonia Canova ed attualmente conservata presso il Museo di Genga. Un marmo candido, espressione di purezza, elegante testimonianza dei caratteri neoclassici.

Tempio di Valadier, Genga
Tempio di Valadier, Genga

Un luogo affascinante, ammirabile da differenti prospettive, capace di suscitare sentimenti reverenziali per una gemma incastonata tra le rocce; un gioco di luci ed ombre in cui risaltano il genio architettonico di Valadier ed una bellezza intramontabile in cui il tempo sembra essersi fermato.

In prossimità del tempio, il piccolo ma prezioso Eremo di Santa Maria Infra saxa, un luogo sacro millenario incastonato in una parete roccioso. Citato in un documento del 1029, l’eremo apparteneva alle monache benedettine di clausura. Un tempo, qui, era custodita una Madonna lignea andata però perduta nel corso di un incendio negli anni Cinquanta.

INFO:    Il tempio si trova lungo la strada che dalle Grotte di Frasassi conduce a Genga; nei pressi di uno slargo in cui compare l’indicazione per il Presepe Vivente ha inizio una salita di 700 metri che conduce al suggestivo luogo.

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Abbazia di San Vittore delle Chiuse

Abbazia di San Vittore delle Chiuse
Abbazia di San Vittore delle Chiuse

Nei pressi delle Grotte di Frasassi è una chiesa costruita dai Longobardi nella Gola di Frasassi; si tratta dell’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, un’abbazia romanica risalente al 1007. Là dove un tempo sorgeva il monastero, allestito nei locali del cenobio benedettino, oggi è il Museo Speleo-Paleontologico e Archeologico.

Un luogo enigmatico custodito dall’abbraccio dei monti in cui si respira una sacralità semplice e spartana. Una luce soffusa che dona un tocco di mistero alle imponenti colonne in cui si stagliano gli archi a tutto sesto e la cupola a pianta ottagonale. Un luogo del silenzio in cui ritrovare la pace nella meditazione e della contemplazione del bello.

Accanto alla porta sinistra dell’altare un particolare che ancora oggi attira l’attenzione degli studiosi: si tratta del simbolo dell’infinito rappresentato rovesciato. Molte le teorie ma nessuna sembra trovare riscontro; si crede però che furono i templari a lasciare questa traccia.

Il nostro itinerario di un giorno tra Frasassi e Genga è giunto al termine; non resta che lasciarvi trasportare dalle emozioni inoltrandovi in questi luoghi suggestivi carichi di fascino e storia. E se siete giunti fin qui vi meritate un regalo: cliccando sul seguente link (qui) potrete usufruire di uno sconto del 10% su una prenotazione su Booking.

Buon viaggio!

Ilenia Maria Melis

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