La street art del Museo Condominiale di Tor Marancia

La street art del Museo condominiale di Tor Marancia

Nella zona sud di Roma, a pochi passi dall’Eur, sorge un luogo in cui i palazzi si tingono dei colori della street art, il Museo Condominiale di Tor Marancia. Sì, avete capito bene, perché è proprio qui che nel 2015 Stefano Antonelli ha ideato e curato il progetto Big City Life con l’intento di regalare un nuovo volto alla storica borgata romana. Un’iniziativa che ha coinvolto la comunità locale, le associazioni e le scuole dello storico lotto popolare n. 1 di Tor Marancia che hanno accolto i 22 artisti provenienti da dieci paesi del mondo per tappezzare con la propria arte le facciate delle 11 palazzine.

Ben 22 opere monumentali che hanno stravolto l’aspetto del complesso condominiale trasformandolo da borgo romano a museo pubblico fruibile sette giorni su sette, 24 ore su 24.

Sommario

La torre di Tor Marancia
La torre di Tor Marancia
(fonte Wikipedia)
La street art del Museo Condominiale di Tor Marancia

Sorta tra i quartieri Eur e Garbatella, Tor Marancia sembra affondare le origini del proprio nome nel latino Praedium Amaranthianus, ossia podere di Amaranthus, un liberto che nel II secolo d.C. prese in gestione la tenuta agricola e la villa della famiglia Numisia Procula. Ancora oggi, nei pressi di via Giulio Aristide Sartorio, sono visibili i resti di tale villa.

Ma il nome della storica borgata reca in sé anche un chiaro riferimento a una torre andata però distrutta tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo; questa si trovava un tempo su via delle Sette Chiese, nei pressi delle Catacombe di Domitilla, nell’attuale proprietà degli Horti Flaviani. Attualmente, su via di Tor Marancia, è presente una torre, nota come torre di San Tommaso sino al XVIII secolo, che dapprima ebbe la funzione di torre di avvistamento dei pirati saraceni; poi, scopo militare per la difesa del territorio.

Ma, facendo un balzo temporale, giungiamo al momento che decretò la nascita del complesso condominiale di Tor Marancia noto come lotto 1: siamo agli inizi degli anni Trenta del XX secolo quando si costituisce la borgata governatoriale di Tor Marancia per ospitare emigrati e famiglia in difficoltà. È il maggio del 1933 quando i lavori vengono affidati alla ditta F.lli Giovannetti; un ammasso di baracche, questa la costituzione della borgata che, a causa dell’infelice collocazione e dei continui allagamenti, assunse il nomignolo di Shanghai.

La costruzione dell’attuale complesso abitativo di case ha inizio nel 1947 sulla scia di un progetto di risanamento delle borgate.

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  • SatOne, Cascata di parole, 2015, street art Roma
  • Lek & Sowat, Veni Vidi Vinci, Big City Life a Tor Marancia

Raggiungere il Museo Condominiale di Tor Marancia è più facile di quanto pensiate; per chi vuole raggiungere la borgata in auto, una volta imboccata la Cristoforo Colombo, vi basterà girare per viale di Tor Marancia appena di fronte alla sede della Regione Lazio e al numero 63 vi ritroverete alle porte del complesso.

Per chi invece utilizza i mezzi pubblici, dalla Stazione Termini, dovrà prendere un bus della linea L80, direzione Carucci/Anagrafe tributaria, e, scesi alla fermata Tor Marancia, vi ritroverete a pochi passi dai murales del Complesso Condominiale di Tor Marancia.

A questo punto non rimane che entrare e curiosare tra le palazzine.

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  • Seth, Il bambino redentore, 2014, street art Museo condominiale Tor Marancia
  • Jaz, Il peso della Storia, 2014, street art Museo Condominiale di Tor Marancia
  • Mr Klevra, Nostra Signora di Shanghai, 2015, murales Tor Marancia

Giunti al n. 63 di via di Tor Marancia, tre grandi murales annunciano quella che sarà la visita a questo colorato museo a cielo aperto: sono le opere di Seth (Il bambino redentore, 2015), Jaz (Il peso della storia, 2014) e Philippe Baudelocque (Elisabetta, 2015). Mani costellate di galassie; lottatori che si incontrano lungo le trame della storia; bambini che sbirciano oltre quel palazzo dietro al quale si nasconde il museo della street art di Tor Marancia.

Benvenuti a Shanghai, così recita un altro murales quando si entra nel Museo Condominiale di Tor Marancia, chiaro riferimento alla sua densità abitativa e a quell’antica predisposizione agli allagamenti, peculiarità che la accomuna alla città cinese.

Varcato il cancello d’ingresso, il dolce sguardo di una Madonna bizantina ci dà il benvenuta; è la Nostra Signora di Shanghai, opera di Mr Klevra (2015), ingegnere prestato alla street art, profondo conoscitore dell’iconografia sacra bizantina.

Guardandosi attorno, tra finestre spalancate e panni stesi, si palesa un’arte abbarbicata sulle facciate dei palazzi che si offre gratuitamente raccontando storie tra passato e presente, echeggiando, tra il vociare degli abitanti del Lotto 1, parole fatte di colori. La sensazione è quella di non sapere dove guardare in questa variopinta sfilata di personaggi che osservano i visitatori dalle alte facciate delle abitazioni; e così ci si ritrova di fronte a tasselli di colore che si muovono regalando dinamismo alla rappresentazione (Alberonero, A Carlo Alberto 93 colori, 12015); soffi vorticosi di vento (Moneyless, Il vento, 2015); parole che prendono forma attraverso macchie di colore (SatOne, Cascata di parole, 2015); fermi immagine di una vita che esplode grazie alle tinte spray (Reka, Natura morta, 2015); soli in cui luce e calligrafia si fondono con gli arbusti circostanti (Domenico Romeo, Alme sol invictus, 2015).

  • Guido van Heltem, Io sarò, 2015, street art Tor Marancia
  • Diamond, Hic sunt adamantes, 2015, murales Museo condominiale di Tor Marancia
  • A destra, Pantonio, Il Ponentino, 2015, Big City Life a Tor Marancia
  • Jerico, Distanza uomo natura, 2015, street art Roma Tor Marancia

Impossibile non rimanere rapiti dal frenetico movimento di pesci e balene rappresentato in uno dei lavori più imponenti di Big City Life, Il Ponentino di Pantonio (2015); le creature marine si muovono vorticose superando il perimetro dell’edificio ospitante, affascinante sintesi dell’esistenza umana. O dalla giovane donna che tiene in mano un diamante nella facciata di ispirazione Art Noveau realizzata da Diamond per il Museo Condominiale di Tor Marancia (Hi sunt adamantes, 2015); lo street artist, noto nella scena romana, esorta gli abitanti, con la sua Roma addormentata, dicendo loro “Qui sono i diamanti“.

Un trionfo di citazioni che si riconoscono anche nell’opera di Jerico, Distanza uomo natura (2015); provate ad indovinare a quali artisti si è ispirato…ma sono Michelangelo e Van Gogh naturalmente.

Gli occhi malinconici di una fanciulla (Guido van Helten, Io sarò, 2015) chiudono il racconto d’arte di Tor Marancia condensando in quello sguardo la memoria delle origini di un luogo che la street art ha trasformato non solo in un museo a cielo aperto, ma anche in un album di ricordi e speranze che si mescolano con il sorriso gioioso degli abitanti di via di Tor Marancia 63.

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Siamo quindi giunti al termine di questo nuovo itinerario per le vie di Roma che ci ha portato a scoprire un angolo di street art; e se dedicassi un articolo proprio alla street art a Roma, che ne pensate? Fatemelo sapere nei commenti. Appuntamento al prossimo luogo da scoprire con #OrizzonteaRoma. E non dimenticate di seguire Orizzonte Cultura su Instagram.

Ilenia Maria Melis

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