L'Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

L’abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

L’abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia In Toscana, a circa 30 km da Siena, storia e leggenda si intersecano presso l’Eremo di Montesiepi e l’antica Abbazia di San Galgano: luoghi in cui San Galgano visse in solitudine fino alla fine della sua vita resi noti dalla presenza della spada nella roccia. Mete tra le più suggestive della campagna Toscana all’interno delle cui mura pulsano storie che non smettono di affascinare i numerosi visitatori.

Un viale alberato dai cipressi fa da guida ad un viaggio tra storia e mito: siamo in Toscana, a 35 km da Siena, in uno dei complessi più suggestivi della regione che lega la sua nascita a San Galgano ed alla leggenda della spada nella roccia, l’Abbazia di San Galgano e l’Eremo di Montesiepi. Due luoghi fortemente legati che, dopo un periodo di splendore, hanno visto svanire il loro prestigio. Un’avversità che il tempo ha saputo tramutare in una nuova fortuna: migliaia i turisti che si recano nel comune di Chiusdino affascinati da leggende e incanti.

Scopriamo insieme perché.

San Galgano, da cavaliere a santo

Giovanni di Agostino, San Galgano conficca la spada nella roccia
Giovanni di Agostino, San Galgano conficca la spada nella roccia (1332-1347)
Pinacoteca Nazionale di Siena
(Di Combusken – Opera propria, CC BY-SA 3.0)
L’Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella Roccia

Galgano Guidotti nasce a Chiusdino nel 1148 da Guido e Dionigia, una famiglia aristocratica legata al vescovo di Volterra. Un figlio a lungo desiderato che, come da costume dell’epoca, era destinato a divenire cavaliere in un periodo forti fermenti e contese territoriali.

Questo, però, non impedisce al giovane Galgano di vivere la fanciullezza tra tentazioni, piaceri e divertimenti sfrenati; tutto finché all’età di 32 anni non accade qualcosa di inaspettato. Già San Michele Arcangelo era apparso in sogno alla madre Dionigia annunciandole che il figlio sarebbe divenuto Cavaliere di Dio; a distanza di tempo, l’Arcangelo appare in sogno anche a Galgano invitandolo a seguirlo: sui passi di San Michele, Galgano si trova ad attraversare un ponte sotto il quale scorge un mulino, simbolo del divenire degli eventi e della caducità della vita. Oltrepassato un ponte ed attraversato un prato dai soavi profumi, i due raggiungono Montesiepi: qui, in una cappella rotonda, Galgano incontra Gesù, i dodici apostoli e la Vergine.

La sacra apparizione sancisce la completa conversione del Cavaliere. Ma una madre desidera sempre altro per un figlio, e così Dionigia, seppur devota, pur di non perdere il figlio, tanta di trovargli moglie; ma questi non cede, e, ben determinato a proseguire la sua missione, decide di partire alla volta di Civitella. È l’inverno del 1180; per ben due volete Galgano, per nulla intenzionato a prender moglie, parte in sella al suo cavallo: ma una è una forza superiore a fermarlo. Così il cavaliere, dopo un’intensa preghiera rivolta al Signore, vede apparire dinnanzi a sé l’Arcangelo Michele che prende le redini del suo cavallo e lo conduce a Montesiepi, là dove un’altra visione gli aveva fatto incontrare gli apostoli.

Qui, vista l’impossibilità di costruire una croce con del legno, Galgano conficca la propria spada nella dura roccia lasciando l’elsa a fungere da sacra insegna. Svestito del mantello, ne fa un saio da indossare nella sua vita eremitica fatta di solitudine e semplicità.

Ma i prodigi non finiscono: durante l’assenza di Galgano per un pellegrinaggio presso le basiliche romane, tre monaci tentano di estrarre la spada dalla roccia per rubarla; non riuscendo nel loro intento, la rompono. Immediato giunge il castigo divino: uno annega in un fiume, un altro è incenerito da un fulmine, mentre il terzo viene aggredito da un lupo che gli risparmia la vita solo per intercessione di Galgano.

Al ritorno dal pellegrinaggio, l’eremita trova la spada spezzata; un evento che gli causa grande dolore; ma Dio, volendolo consolare, lo esorta a ricomporre la spada: le due parti si saldano più forti di prima.

Attorno alla spada Galgano costruisce un eremo dove conduce una vita eremitica di meditazione e preghiera fino alla morte (Chiusdino, 30 novembre 1181).

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La Cappella di San Galgano a Montesiepi

Eremo di Montesiepi, Abbazia San Galgano legenda spada nella roccia
Eremo di Montesiepi
(ph. Ilenia Maria Melis)
L’Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

Ed a Montesiepi, per proteggere la spada nella roccia, sorge già nel 1185 un primitivo edificio, una cappella circolare a cui nel XIV secolo vengono aggiunti un atrio ed una cappella laterale.

Interno cupola Eremo di Montesiepi
Interno cupola Eremo di Montesiepi
L’Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

Una volta varcato il portone d’ingresso si è colpiti dalla bicromia dei cerchi concentrici che decorano la volta emisferica, quasi a sottolineare il sacro cimelio che si trova infisso al di sotto; uno stile decorativo romanico-senese in cui le fasce cromatiche corrono alternandosi tra bianco e rosso in una successione che, come onde concentriche, si dipana lambendo anche le pareti.

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La spada nella roccia di San Galgano
L’Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

Distogliendo lo sguardo dal particolare cromatismo si incontra il celebre marmo in cui è inserita la spada del santo eremita. Qui, protetta da una teca che la preserva da atti vandalici, emerge l’elsa della spada che San Galgano infisse nella roccia. Una visione di fronte alla quale è facile rimanere suggestionati; attimi in cui i ricordi si smuovono facendo riaffiorare storie di cavalieri, maghi e condottieri alla ricerca del Sacro Graal; frammenti di leggenda che ispirarono la letteratura cavalleresca.

Affreschi dell'Eremo di Montesiepi
Affreschi dell’Eremo di Montesiepi
(ph. Ilenia Maria Melis)
L’Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

Sulla sinistra si apre una cappella rettangolare realizzata nel Trecento ed affrescata tra il 1334 ed il 1336 da Ambrogio Lorenzetti: Eva, vestita di una pelle di capra, sorregge con una mano un fico, simbolo del peccato, mentre nell’altra mostra il cartiglio che spiega il significato della scena. Sopra di lei la Vergine con il Bambino; gli affreschi proseguono con scene mariane. Nella parete di sinistra, invece, il protagonista è San Galgano rappresentato circondato da una schiera di santi ed angeli nell’atto di offrire un modello della roccia in cui è infissa la spada.

Nella medesima cappella sono conservate le mani mummificate di quel monaco invidioso e stolto che aveva tentato di rubare la spada e che, aggredito dal lupo, ebbe salva la vita per intercessione del Santo. Un monito per i malintenzionati.

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L’abbazia di San Galgano

L'abbazia di San Galgano, esterno
L’abbazia di San Galgano, esterno
(ph. Ilenia Maria Melis)
L’Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

Un’imponente struttura in stile gotico domina i verdi prati della Val di Merse; è l’Abbazia di San Galgano, edificata nel 1218 sfruttando svariati materiali come il travertino, i mattoni rossi e le rocce. Ma ciò per cui l’Abbazia è nota alle cronache è l’assenza del tetto: una singolarità che attira numerosi turisti pronti ad immortalare in uno scatto questi suggestivi luoghi.

Su volontà del vescovo Ildebrando Pannocchieschi sono chiamati i monaci cistercensi per costruire un vero e proprio monastero dedicato a San Galgano; il progetto prende il via sotto il protettorato degli imperatori Enrico VI, Ottone IV e Federico II che concedono numerosi privilegi all’Abbazia, compreso il diritto di monetazione.

Dopo un periodo di ricchezza e potere dei monaci, e di conseguente splendore dell’Abbazia, inizia un lungo periodo di crisi: prima la carestia del 1328, poi la peste del 1348, fino all’abbandono del monastero da parte dei monaci, ormai trasferitisi presso il Palazzo di San Galgano a Siena. Ma per il monastero è solo l’inizio della decadenza: dal 1503 il monastero viene affidato agli abati commendatari che fanno rimuovere il tetto in piombo della chiesa per poi venderlo.

I successivi tentativi di ripristinare la struttura sono inutili; le vetrate sono ormai distrutte; quanto rimane inizia a crollare sotto le intemperie; nel 1786 un fulmine colpisce il campanile distruggendolo. Ad oggi l’Abbazia è stata sottoposta ad un restauro conservativo che ne ha consolidato la struttura permettendone la fruizione da parte dei visitatori.

Abbazia di San Galgano, navata centrale
Abbazia di San Galgano, navata centrale
(ph. Ilenia Maria Melis)
L’Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

Una chiesa che rispetta i canoni delle abbazie cistercensi dettati dalla regola di San Bernardo che prevedono precise norme nella scelta dell’ubicazione, dello sviluppo planimetrico e nello schema distributivo degli edifici.

Una volta varcata la soglia dell’Abbazia il colpo d’occhio è sorprendente: i pilastri si ergono dal terreno, privo di pavimentazione, per innalzarsi verso un cielo che si spalanca al di sopra. Giochi di ombre a cui partecipano le cromie dei materiali utilizzati nella costruzione della chiesa; un’atmosfera impregnata di magia che lascia immaginare cavalieri a cavallo che sfilano di fronte a dame innamorate. Un’aura di mistero che inevitabilmente avvolge chiunque si avvicini al monastero.

Un fascino che, oltre ad attrarre turisti da tutto il mondo, ha richiamato registi e sceneggiatori che ne hanno fatto la location ideale per le loro pellicole.

Abbazia di San Galgano, navata laterale
Abbazia di San Galgano, navata laterale
(ph. Ilenia Maria Melis)
L’Abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia

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Il viaggio nel mistero è giunto ormai al termine; luoghi suggestivi si sono aperti davanti i nostri occhi vittime inconsapevoli di magie ed incanti. Appuntamento al prossimo itinerario con Orizzonte Cultura.

Ilenia Maria Melis

Grande Abbazia di San Galgano Eremo di Montesiepi

Strada Comunale di S. Galgano – Chiusdino SI

biglietto intero 4,00 Euro

www.comune.chiusdino.siena.it/

4 thoughts on “L’abbazia di San Galgano e la leggenda della spada nella roccia”

  1. E’ in programma per questo autunno! Ho promesso a mia figlia di portarla qui subito dopo aver visto il cartone animato della Disney… e ora non sta più nella pelle, Mai stroncare il sogno di un bambino!

  2. Su Instagram quest’estate ho visto talmente tante belle foto dell’Abbazia di San Galgano che il mio desiderio di visitarla è aumentato. Non conoscevo la storia di Galgano e quella relazionata alla sua spada, molto interessante. Dovrò sicuramente visitare questa abbazia prima o poi, spero quest’autunno o la prossima primavera.

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