Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina - Galleria Borghese

Le suggestioni di Gian Lorenzo Bernini alla Galleria Borghese

Dopo la mostra del 1998 che inaugurò la riapertura della Galleria Borghese a seguito di un lungo restauro, si avvera il sogno di una esposizione dedicata a Gian Lorenzo Bernini (Napoli, 7 dicembre 1598 – Roma, 28 novembre 1680) scultore, autore di statue, artista dalle mille sfaccettature. Un poeta del marmo che non smette di sorprendere, in continua evoluzione grazie alle scoperte donate da studiosi e specialisti che si dedicano all’approfondimento di aspetti specifici della sua produzione e della sua figura all’interno della grande stagione del Barocco.

Non solo una mostra che pone l’accento sul Bernini scultore, allievo del padre Pietro, ma anche una finestra aperta su altri aspetti del suo estro artistico, quali la pittura, i restauri, il disegno e la terracotta, per un ritratto a tutto tondo di un virtuoso dello scalpello, ma anche del pennello.

Gian Lorenzo Bernini, Ermafrodito - Galleria Borghese - Orizzonte Cultura
Gian Lorenzo Bernini, Ermafrodito – Galleria Borghese

Grandi maestri per Bernini

Un Bernini dipinto come fusione tra scultura, pittura e disegno, elementi di quel corpo in cui le arti si fusero in complesse opere che arricchirono chiese e palazzi; un maestro che eseguiva personalmente i propri lavori per importanti cantieri lasciando la pittura ad altri grandi come, per esempio, Pietro da Cortona, mani esecutrici nei grandi complessi berniniani. Un artista a tutto tondo che fu in grado, in ciascun papato, di essere protagonista ed interprete di una nuova concezione, il Barocco; un regista, un uomo di teatro capace di ideare e realizzare macchine spettacolari pensate per prediletti punti di vista.

BERNINI è una mostra che, seguendo la natura teatrale della Galleria Borghese, si articola in otto sezioni pensate in percorso immaginario che ben fa risaltare l’aspetto scenico dello scultore.

Gian Lorenzo Bernini, Apollo e Dafne - Galleria Borghese - Orizzonte Cultura
Gian Lorenzo Bernini, Apollo e Dafne – Galleria Borghese

La mostra

Entrando in Galleria si viene colpiti da un eccesso di bellezza che confonde la mente e gli occhi i quali non sanno più dove volgere lo sguardo così affascinati dalle architetture, gli stucchi, gli affreschi che tingono gli ambienti e le statue berniniane posizionate come in un coro che canta la grazia di mani che hanno saputo dar vita al freddo marmo.

Il candore dei della pietra si oppone ai colori degli ambienti inseguendo i contrasti che si creano tra i temi esposti, tra il movimento dei soggetti, dove il Ratto di Proserpina, ricolmo di pathos e violenza si oppone alla quiete ed alla classicità pensosa dell’Ares Ludovisi; una messa in scena efficace per dare un senso di unione e completezza di un grande artista. Le mani di Ade affondano nella tenera carne di Proserpina che, con tutte le sue forze tenta, invano, di divincolarsi dalla ferrea presa; il panneggio si rigonfia in quel’’atto sacrilego a cui assiste complice Cerbero, il cane a tre teste guardiano degli Inferi.

Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina - Galleria Borghese - Orizzonte Cultura
Gian Lorenzo Bernini, Ratto di Proserpina – Galleria Borghese

Opere eccezionali

Per la prima volta fuori dal luogo che l’ha ospitata sin dalla sua origine, l’omonima chiesa nel Rione Esquilino, dopo un accurato restauro reso possibile dalla collaborazione tra la Galleria Borghese e FENDI, la San Bibiana incanta i visitatori della mostra; il corpo si contorce vittima del turbamento interiore, della tensione psicologica che precede l’attimo del martirio; le vesti si increspano, scosse dallo sgomento, donando un senso di movimento che si oppone alla compostezza del volto su cui si disegna un’espressione mistica in grado di rapire chi la osserva.

Il viaggio continua tra bozzetti autografi realizzati in marmo, busti e gruppi sino a giungere alla sezione pittorica che conclude la narrazione di Bernini regista sinonimo del Barocco che ha donato a Roma un’impronta unica; accanto ad un ristretto numero di tele autografe, l’unico dipinto riconosciuto come del Maestro sin dal Seicento, i Santi Andrea e Tommaso apostoli della National Gallery di Londra: come protagonisti di un ritratto, i due santi, privi delle aureole, si scambiano sguardi e gesti con una vivacità caratteristica dello stile berniniano.

Gian Lorenzo Bernini, Santi Andrea e Tommaso Apostoli (in secondo piano) - Galleria Borghese - Orizzonte Cultura
Gian Lorenzo Bernini, Santi Andrea e Tommaso Apostoli (in secondo piano) – Galleria Borghese

A chiudere la mostra il Cristo crocifisso di Toronto in bronzo dorato, che privo di croce, coperto da un semplice panno, appare quasi sospeso enfatizzando il dolore di quel martirio che salvò il mondo dal peccato.

Gian Lorenzo Bernini, Busto del Salvator Mundi e Cristo Crocifisso - Galleria Borghese - Orizzonte Cultura
Gian Lorenzo Bernini, Busto del Salvator Mundi e Cristo Crocifisso – Galleria Borghese

Così si conclude una narrazione per immagini, per opere superbe in grado di raccontare di quello che fu un grande artista, un maestro a tutto tondo sotto le cui abili mani la pietra sapeva acquistare luce, colore, vita.

Ilenia Maria Melis

 

BERNINI

fino al 4 febbraio 2018 (prorogata fino al 20 febbraio 2018)

Galleria Borghese

Piazzale Scipione Borghese, 5 – 00197 Roma

www.galleriaborghese.beniculturali.it

CATALOGO DISPONIBILE SU AMAZON

 

 

 

Progetti dalla mostra Bernini, Galleria Borghese - Orizzonte Cultura
Progetti dalla mostra Bernini, Galleria Borghese

 

 

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