Passeggiata alla scoperta del Gianicolo cosa vedere

Passeggiata alla scoperta del Gianicolo, cosa vedere

Passeggiata alla scoperta del Gianicolo, cosa vedereAssieme al Pincio e a Monte Mario, tra i luoghi più suggestivi di Roma, il Gianicolo si offre a romani e turisti punteggiato di alti platani tra cui si celano gli eroi protagonisti della Repubblica romana. Un luogo magico della Capitale in cui si respira la storia, ma che tradisce un animo romantico irresistibile, complice una delle visuali più ampie e incantevoli su Roma.

Situato sulla riva destra del Tevere, il Gianicolo si inerpica lungo un colle che non rientra tra i sette colli di Roma, per una passeggiata alberata di platani che cela numerose testimonianze storiche; ma cosa vedere sul Gianicolo? Vi condurrò alla scoperta di questa zona della Città Eterna tra spettacoli di marionette e paesaggi mozzafiato in luoghi che nel tempo divennero popolari per il ruolo che occuparono nella difesa della città di Roma.

Sommario

Passeggiata del Gianicolo, pillole di storia

Uno dei busti dei Patrioti sul Gianicolo, Passeggiata Gianicolo Roma
Uno dei busti dei Patrioti sul Gianicolo
(ph. Ilenia M. Melis)
Passeggiata alla scoperta del Gianicolo cosa vedere

Fondato, secondo la leggenda, dal dio Giano là dove oggi è la chiesa di San Pietro in Montorio, il Gianicolo, sorto sulla riva destra del Tevere in territorio etrusco, fu annesso a Roma da Anco Marcio che l’avrebbe fortificato e collegato tramite il Ponte Sublicio.

Incluso, nel XVII secolo, nelle mura Gianicolensi di Urbano VIII, il Gianicolo era costituito da ville con grandi parchi di cui ci restano esempi noti come villa Corsini e villa Pamphilj.

Teatro nel 1849 degli scontri con i francesi in difesa della Repubblica Romana, il Gianicolo, in seguito all’Unità d’Italia, divenne un grande parco pubblico e memoriale del Risorgimento. Sulla sommità del colle furono infatti collocate le statue equestri di Giuseppe e Anita Garibaldi, rispettivamente opera di Emilio Gallori e Mario Rutelli; prati e viali si popolarono, invece, dei busti marmorei di illustri garibaldini che per settimane avevano resistito agli scontri con le truppe francesi.

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Il Faro degli Italiani d’Argentina

Faro degli Italiani d'Argentina, Passeggiata Gianicolo
Faro degli Italiani d’Argentina
(ph. Ilenia M. Melis)
Passeggiata alla scoperta del Gianicolo cosa vedere

Percorrendo la Passeggiata del Gianicolo che conduce sino a Porta San Pancrazio, si staglia imponente il Faro del Gianicolo, detto anche Faro degli Italiani d’Argentina o Faro di Roma. Realizzato nel 1911, a cinquant’anni dalla creazione del Regno d’Italia, su progetto dell’architetto Manfredo Manfredi, il faro si deve all’iniziativa degli Italiani emigrati in Argentina. L’intento era quello di rendere omaggio all’Italia e alla nuova Capitale d’Italia.

Su di un basamento circolare si erge una colonna sormontata da un capitello in cui campeggia la dedica: A ROMA CAPITALE – GLI ITALIANI D’ARGENTINA – MCMXI. Al di sopra, un’ara con quattro leoni sorregge la lanterna destinata ad irradiare di vivida luce la Capitale nelle notti delle grandi ricorrenze nazionali.

INFO: Faro degli Italiani d’Argentina, Passeggiata del Gianicolo – Roma

Il Monumento ad Anita Garibaldi

Monumento ad Anita Garibaldi, Gianicolo cosa vedere
Monumento ad Anita Garibaldi
(ph. Ilenia M. Melis)
Passeggiata alla scoperta del Gianicolo cosa vedere

Proseguendo la nostra passeggiata, in posizione opposta rispetto al Faro di Roma, abbracciato da alti platani, è il monumento dedicato alla memoria di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva (Laguna, Stato di Santa Maria di Catarina, Brasile, 1821 – Mandriole, Ravenna, 1849), moglie di Giuseppe Garibaldi e sua compagna inseparabile nella lotta per la libertà dei popoli.

La statua equestre, voluta da Mussolini per custodire le spoglie di Anita Garibaldi, si ispira ad un’episodio di guerra avvenuto per garantire la libertà e l’indipendenza della Repubblica di Rio Grande do Sul: in una notte in cui Garibaldi era assente, l’accampamento presso Mostardas venne attaccato di sorpresa; ma Anita riuscì a sottrarsi alla cattura balzando al galoppo con il figlio nato da pochi giorni.

Realizzato dallo scultore Mario Rutelli, il monumento venne inaugurato il 4 giugno 1932 dalla regina Elena del Montenegro. Ai piedi del basamento, ornato con gli episodi più celebri della vita di Anita Garibaldi, sono conservate le spoglie dell’eroina giunte a Roma a bodo di un treno speciale a pochi giorni dall’inaugurazione del monumento dopo una lunga trattativa con il Governo francese.

INFO: Monumento ad Anita Garibaldi, Passeggiata del Gianicolo, 10 – Roma

Il Belvedere del Gianicolo

Monumento Giuseppe Garibaldi, Passeggiata Gianicolo cosa vedere
Monumento Giuseppe Garibaldi
(ph. Ilenia M. Melis)
Passeggiata alla scoperta del Gianicolo cosa vedere

Siamo quindi giunti sul punto più alto, suggestivo e panoramico della zona, il Belvedere del Gianicolo; al centro della piazza campeggia, in tutta la sua imponenza, il Monumento a Giuseppe Garibaldi. La statua equestre fu realizzata da Emilio Gallori ed inaugurata il 20 settembre 1895 in occasione dei venticinque anni della presa di Roma.

Costruito in bronzo, il monumento raffigura l’Eroe dei due Mondi a cavallo su di un alto piedistallo in cui sono scolpite le figure allegoriche dell’Europa e dell’America; a decorare il piedistallo marmoreo alcuni episodi della vita di Garibaldi (lo sbarco a Marsala, la resistenza di Boiarda, la difesa di Roma e il gruppo della libertà).

Una piccola curiosità: il posizionamento della statua nel tempo ha dato vita a diverse interpretazioni di natura politica. Inaugurato in un periodo in cui le relazioni tra Regno d’Italia e Santa Sede si erano raffreddate, l’Eroe volgeva lo sguardo verso il Vaticano; dopo i Patti Lateranensi (1929) la statua fu girata verso il Gianicolo su indicazione del Vaticano; curioso che ora il cavallo volga le terga proprio alla Santa Sede.

  • Belvedere del Gianicolo, Passeggiata Gianicolo cosa vedere
  • Uno scorcio sul Cupolone dal Belvedere del Gianicolo, Passeggiata Gianicolo
  • I burattini di Carlo Piantadosi, Gianicolo Roma

Ma ora abbandoniamo il nostro eroe e volgiamo anche noi lo sguardo lì dove guarda lui, verso il panorama sulla Capitale che ci si apre dinanzi; la Terrazza del Gianicolo può essere considerata a tutti gli effetti una delle più belle terrazze panoramiche su Roma, con il suo sfilare di monumenti che digrada perdendosi fino ai monti laziali. Un condensato di storia che si apre davanti agli occhi offrendosi nitido ed invitando a giocare riconoscendo i maggiori monumenti della Capitale: riuscite a distinguere il Pantheon e l’Altare della Patria?

Che sia l’alba o il tramonto, il Belvedere del Gianicolo saprà regalarvi intense emozioni; ma se capitate nei dintorni a mezzogiorno, non perdete lo sparo del cannone. Un’usanza passata da Castel Sant’Angelo a Monte Mario, per poi approdare nel 1904 al Gianicolo; il colpo viene sparato a salve ogni giorno da un cannone della Prima Guerra Mondiale posto appena sotto la terrazza.

E per i più piccoli, c’è, invece, lo storico teatro dei burattini del Gianicolo con le storie di Pulcinella che dal 1959 allietano le passeggiati dei bambini, ma anche dei genitori.

INFO: Belvedere del Gianicolo, piazzale Giuseppe Garibaldi – Roma

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La Fontana dell’Acqua Paola

  • Fontana dell'Acqua Paola, Gianicolo Roma
  • Via Garibaldi con in fondo il Fontanone, Gianicolo Roma

Ora che ci siamo riempiti gli occhi di tanta bellezza, continuiamo la nostra passeggiata al Gianicolo certi che altre sorprese ci aspettano; sì, perché a Roma non si rimane mai delusi e basta svoltare l’angolo per trovare qualche altra chicca. Infatti, nel punto in cui via Garibaldi raggiunge la sommità del Gianicolo, poco prima di Porta San Pancrazio, incontrerete una delle fontane più belle di Roma, la Fontana dell’Acqua Paola, mostra terminale dell’Acquedotto dell’Acqua Paola ripristinato da papa Paolo V tra il 1608 e il 1610.

L’approvvigionamento idrico delle zone sulla sponda destra del Tevere fu, infatti, uno dei problemi affrontati dal nuovo Papa. Come i suoi predecessori, lo scopo del Pontefice non era tanto approvvigionare d’acqua zone poco servite, quanto disporre di una cospicua riserva d’acqua per i giardini della sua residenza vaticana. Così, con il contributo del Comune di Roma, l’Acquedotto Traiano venne ripristinato ricevendo acqua dal lago di Bracciano.

Ispirato al progetto della fontana dell’Acqua Felice, il Fontanone è un gioco di prospettive costruite tra archi e colonne che un tempo mettevano in risalto il giardino botanico posto dietro la fontana. Volute, draghi e aquile araldiche ornano l’intera opera, chiaro riferimento alla famiglia di Paolo V, i Borghese.

Diversi i film a cui il Fontanone dell’Acqua Paola ha fatto da set: ricordiamo, In nome del popolo sovrano e La grande bellezza.

INFO: Fontana dell’Acqua Paola, via Garibaldi – Roma 

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Il Mausoleo Ossario Gianicolense

Mausoleo Ossario Gianicolense, Gianicolo cosa vedere
Mausoleo Ossario Gianicolense
(ph. Ilenia M. Melis)
Passeggiata alla scoperta del Gianicolo cosa vedere

Passeggiando lungo via Garibaldi vi ritroverete, sulla destra, un grande edificio bianco dalla forma molto lineare: si tratta di un monumento poco conosciuto, il Mausoleo Ossario dei Caduti per Roma. Progettato dall’architetto Giovanni Jacobucci (1895-1970), fu inaugurato, dopo due anni di lavori, il 3 novembre 1941; al suo interno sono conservati i resti dei caduti nelle battaglie dal 1849 al 1870 per Roma Capitale.

All’indomani della presa di Porta Pia (20 settembre 1870), nacque l’esigenza di ricordare in modo degno i caduti; l’idea di realizzare un vero e proprio mausoleo risale agli anni Trenta su proposta di Ezio Garibaldi.

Un’area recintata abbraccia un austero e candido quadriportico che si eleva su una gradinata racchiudendo al centro il nucleo del monumento: un unico blocco di granito rosso di Baveno per un’ara arricchita da allegorie ispirate alla Roma antica. Quattro piedistalli sorreggono i bracieri bronzei che ancora oggi vengono accesi in occasione delle ricorrenze ufficiali. Sul retro del quadriportico, una doppia rampa di scale conduce al Sacrario decorato con marmi policromi e tessere musive in oro; qui 36 loculi ricordano i nomi di oltre 1600 eroi caduti. In fondo, in un sarcofago di porfido, le spoglie di Goffredo Mameli, il giovane poeta genovese, autore dell’Inno d’Italia, ferito a morte a soli 22 anni proprio sul colle del Gianicolo.

INFO: Mausoleo Ossario dei Caduti per Roma, via Garibaldi, 29 – Roma

www.ossariogaribaldino.it

La Chiesa di San Pietro in Montorio e il Tempietto del Bramante

Tempietto del Bramante in San Pietro in Montorio
Tempietto del Bramante in San Pietro in Montorio
(ph. Ilenia M. Melis)
Passeggiata alla scoperta del Gianicolo, cosa vedere

Siamo giunti all’ultima tappa del nostro itinerario alla scoperta del Gianicolo; ed ecco quindi che, proseguendo la nostra passeggiata giungiamo a piazza San Pietro in Montorio dove è situata la chiesa di San Pietro in Montorio, sorta dove si dice sia stato crocifisso San Pietro.

All’interno della chiesa, abbellita da capolavori di eminenti artisti del XVI e XVII secolo, capolavori di Sebastiano del Piombo, del Pomarancio, di Giorgio Vasari. Qui, fino al 1797 era collocata, sull’altare maggiore, la Trasfigurazione di Raffaello oggi conservata presso la Pinacoteca Vaticana dopo essere stata sottratta dai francesi nel 1797.

Ma quello che vi sorprenderà sicuramente, è conservato nel cortile del convento: il Tempietto del Bramante. Ammirabile oltre una cancellata, è una piccola costruzione a pianta circolare ritenuta uno degli esempi più significativi di architettura rinascimentale. Una ricerca geometrica e proporzionale chiaramente ispirata all’architettura romana antica.

Commissionata dal Bramante dal re di Spagna (1502), il tempietto doveva celebrare il martirio di San Pietro. All’interno della cella, circondata da una fila di 16 colonne, alte e profonde nicchie che ospitano le statue dei quattro evangelisti; sull’altare, una statua di San Pietro. Secondo gli iniziali progetti, il tempio avrebbe dovuto inserirsi all’interno di un cortile circolare, non realizzato, a sottolineare la centralità del tempo.

INFO: La Chiesa di San Pietro in Montorio e il Tempietto del Bramante, piazza di S. Pietro in Montorio, 2 – Roma

www.sanpietroinmontorio.it/

Siamo giunti alla fine della nostra passeggiata alla scoperta del Gianicolo in cui abbiamo scoperto un sacco di luoghi affascinanti da visitare. E voi quali altre zone di Roma vorreste scoprire? Si accettano suggerimenti. E non dimenticate di seguirmi anche su Instagram.

Ilenia Maria Melis

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12 thoughts on “Passeggiata alla scoperta del Gianicolo, cosa vedere”

  1. Non si finisce mai di scoprire Roma, immensa e ricca di storia e cultura. Sono stata diverse volte in Capitale, ma sul Gianicolo non sono mai andata. Dovrò assolutamente recuperare, mi piacerebbe ammirare la città dall’alto.

  2. La prossima volta che passerò per Roma voglio proprio esplorare come si deve il Gianicolo! Quante curiosità da scoprire, e non pensavo ospitasse la statua di Anita Garibaldi!

  3. Non sono mai stata nella zona del Gianicolo anche se ne ho sempre sentito parlare bene. La prossima volta che sarò a Roma devo andarci assolutamente, anche perché vedo che la vista da lì è straordinaria!

  4. Sono stata a Roma ormai dieci (sigh) anni fa e del Gianicolo, lo confesso, ricordo solo il Belvedere e la statua di Garibaldi. Quando ci ritornerò, stanne certa, mi metterò d’impegno per scoprire tutte le altre meraviglie che hai citato.

  5. Ammetto che, quando ci sono stata tanti anni fa, non ho prestato la giusta attenzione a tutte gli splendidi monumenti che hai citato qui; più che altro era stata una passeggiata nel verde ammirando il panorama sulla città. Se tornerò a Roma, andrò al Gianicolo e terrò gli occhi ben aperti per non perdermi nulla.

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