Pompei 79 d. C., la mostra al Colosseo

Pompei 79 d. C. la mostra al Colosseo

Pompei 79 d. C., la mostra al ColosseoUn racconto sul lungo rapporto tra Roma e Pompei, le due realtà più famose dell’archeologia italiana, questo il fil rouge dietro la mostra che ha aperto i battenti al Colosseo lo scorso 8 febbraio. Circa 100 opere selezionate accuratamente che restituiscono uno spaccato sul dialogo complesso tra due città che parte dalla Seconda guerra sannitica sino all’eruzione del 79 d.C.

Fino al 27 giugno 2021, presso il secondo ordine del Colosseo, va in scena Pompei 79. Una storia romana, la grande mostra che svela i dettagli del rapporto tra Roma e Pompei, le due realtà più famose dell’archeologia italiana. Una mostra che diviene occasione per ricordare il grande archeologo Mario Torelli, curatore dell’evento, recentemente scomparso; padre fondatore della nuova scuola di archeologia italiana, Torelli, con la sua passione, seppe trasmettere una conoscenza senza frontiere, capace di districarsi tra le diverse discipline.

Circa 100 opere accuratamente selezionate che fanno emergere il progressivo allineamento di Pompei ai modelli culturali imposti a Roma nel corso della formazione del suo dominio nel Mediterraneo. Una lunga storia iniziata con la Seconda guerra sannitica ed interrotta dalla drammatica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Una narrazione dell’Urbe in quanto modello per la città pompeiana nota per la sua drammatica distruzione che ne ha, però, conservato vaste porzioni di una potenza evocativo senza eguali.

Una mostra che si snoda per tre grandi sezioni che ripercorrono la fase dell’alleanza, la fase della colonia romana, il declino e la fine; ad arricchire la narrazione, non mancano i momenti cruciali che hanno segnato la lunga storia di Pompei, ossia l’assedio romano dell’89 a.C. e il terremoto del 62 d.C. Un’esposizione che intende rimarcare, attraverso testimonianze materiali, il ruolo della città vesuviana nella compagine storico-artistica dell’Impero romano.

LEGGI ANCHE 15 siti Unesco da visitare in Italia una volta nella vita

Il rapporto tra Roma e Pompei

  • Statuetta in bronzo di Lare, pompei 79 mostra colosseo
  • Statuetta in avorio della dea indiana Lakshmi
  • Statua in terracotta di Esculapio, pompei 79 mostra colosseo
  • Statua di Eumachia, mostra colosseo

È in corso la Seconda guerra sannitica quando Roma e Pompei si incontrano; un lungo conflitto che sancisce l’egemonia romana sull’Italia centrale. Ed è in questa orbita che Pompei inizia un’ascesa che la porta ad omologarsi gradualmente ai modelli offerti dal centro del potere e dalle sue colonie. Una fortunata alleanza che fa confluire nella città vesuviana importanti risorse; i suoi monumenti si tingono dei colori della virtù guerriera, mentre il console Lucio Mummio dedica parte dell’ingente bottino della conquista della Grecia (146 a.C.) al santuario di Apollo.

In questa fase Pompei si trova coinvolta nel sistema di scambi del mondo antico grazie all’intraprendenza degli armatori e dei commercianti italici.

La città si plasma sempre più sulla potenza romana a partire da quello che può essere considerato il cuore della vita urbana, il foro, centro di potere attorno al quale si addensano le botteghe specializzate nel commercio alimentare; è, invece, la basilica, il nucleo per gli affari e gli incontri. Un’influenza, quella romana, che incide anche nelle abitudini, nei gusti, nella vita pompeiana.

È la fine del II secolo quando Pompei decide di dotarsi di un nuovo sistema difensivo; scelta lungimirante visto lo scoppio della Guerra sociale nel 91 a.C., ma non sufficiente a risparmiare alla città l’assedio delle legioni di Silla. Una sconfitta che per la città vesuviana significa la fine della sua secolare autonomia. Questo il periodo in cui il nuovo gusto di stampo ellenistico impreziosisce i porticati dei templi e attrae nuove divinità di origine orientale: culti introdotti con i traffici dei mercanti italici e pompeiani legati al porto e alle risorse dei suoi territori.

LEGGI ANCHE Pompei e Santorini, l’eternità in un giorno alle Scuderie del Quirinale

Dalla fase della colonia alla decadenza

  • Affresco con scena di rissa fra pompeiani e nocerine nell'anfiteatro di Pompei
  • Busto in bronzo di Artemide Diana saettante, mostra Pompei Colosseo
  • Parete in stucco policromo, 62-79 d.C.; da Pompei

La fine della Guerra sociale e la concessione della cittadinanza romana agli ex alleati non risolve l’instabilità politica della penisola; Pompei, nella feroce guerra civile tra Mario e Silla, si schiera con il partito perdente subendo, di conseguenza, la dura repressione della fazione vincente. Ma non solo: nella città vesuviana viene imposto il latino come lingua ufficiale, vengono espropriate terre, case e ville che son aggiornate nei decori (II Stile) dagli ex soldati insediatisi. Una lunga instabilità a cui mette fine Augusto, pater patriae, che riorganizza su nuove basi il rapporto tra il centro del potere e la sua periferia. Pompei è quindi chiamata a riprodurre, in piccolo, la madrepatria permeando anche gli spazi della vita privata con un nuovo gusto decorativo (III Stile).

Un’immagine, quella della Pompei consegnata alla storia, ricostruita con fatica dopo il violento terremoto del 62/63 d.C.; un sisma tanto violento da svellere le statue del foro e danneggiare tutti gli edifici. La ricostruzione è necessaria, complicata e lunga, tanto da protrarsi fino al 79 d.C.; i molti cantieri attraggono da fuori numerosa manodopera che necessita di nuovi luoghi di ristori, soggiorno e svago, caratteristica distintiva della città vesuviana ad oggi più nota.

Il terremoto del 62/63 d.C. rappresenta per Pompei un nuovo passo verso il declino; un malessere sociale ben raccontato dal celebre affresco con scena di rissa fra gli abitanti di Pompei e quelli della vicina Nocera. Una crisi a cui la città vesuviana cerca di resistere con la realizzazione di nuovi impianti per il pubblico svago come le Terme Centrali. E così, mentre la Roma imperiale tenta di sfidare il tempo con la realizzazione di un metropoli senza precedenti, Pompei passa alla storia per una distruzione che ne ha conservato i fasti fino ad oggi.

Ilenia Maria Melis

Pompei 79 d.C. Una storia romana

Colosseo

piazza del Colosseo, 1 – Roma

fino al 27 giugno 2021

parcocolosseo.it

CATALOGO DELLA MOSTRA ELECTA EDITORE DISPONIBILE SU AMAZON

10 commenti su “Pompei 79 d. C., la mostra al Colosseo”

  1. Bellissima mostra allestita in una location suggestiva e soprattutto importante per la storia romana. La storia di Pompei è molto interessante: mi piacerebbe molto visitare questa esposizione. Spero nell’apertura dei confini regionali, anche perchè abbiamo voglia di ritrovare bellezza e radici.

  2. Siamo state a Pompei a settembre 2020 e ci è piaciuto tantissimo. Adesso vogliamo assolutamente organizzare un week end lungo a Roma, per vedere all’interno il Colosseo. Speriamo si possa fare presto!

  3. Lisa Trevaligie Travelblog

    Direi che capita proprio a fagiolo. Non sono mai stata a Pompei, e ora con queste regioni in arancio non potrei raggiungerla. Ma posso andare a Roma essendo laziale, e ti dirò che ci faccio un pensierino per il prossimo week end. Deve essere interessante, e piacevole. Nell’incanto del Colosseo poi… non vedo l’ora.

  4. Non sono mai stata a Pompei ma al Colosseo sì, due volte e lo reputo uno dei più bei monumenti non solo di Roma ma del mondo intero! Sapere che qui è stata allestita una mostra di questo spessore beh, mi fa ancora più voglia di scoprirla! Peccato il divieto di spostamento tra le regioni…

  5. La storia di Pompei mi ha sempre affascinata molto, ma devo dire che non ho mai preso in considerazione i suoi rapporti con Roma. Sicuramente questa mostra deve essere stata molto interessante!

Rispondi