Raffaello e la Domus Aurea, la mostra nella reggia di Nerone

Atlante Farnese, Raffaello Domus Aurea mostra

Raffaello e la Domus Aurea, la mostra nella reggia di NeroneDopo oltre un anno di chiusura, la Domus Aurea riapre al pubblico con un percorso di visita rinnovato che include una sorprendente mostra dedicata a Raffaello e alla storia della scoperta delle superfici affrescate della reggia di Nerone a Roma. Un evento pensato per i 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio che il Parco Archeologico del Colosseo ha voluto mantenere nella sua programmazione offrendo ai visitatori uno straordinario viaggio tra apparati multimediali e interattivi.

Pensata per il cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio che cadeva il 6 aprile 2020, la mostra Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle Grottesche si offre come una narrazione affascinante della riscoperta della pittura antica all’interno delle “grotte” della villa neroniana.

Siamo intorno alla metà del secondo decennio del Cinquecento quando Raffaello è il primo artista rinascimentale a comprendere la logica nascosta dietro ai sistemi decorativi della residenza neroniana. Una storia che ha inizio, però intorno al 1480 quando pittori come Pinturicchio, Signorelli e Filippino Lippi si calano nella cavità del Colle Oppio per ammirare le decorazioni pittoriche a lume di torce, inconsapevoli scopritori delle dimenticate rovine della Domus Aurea di Nerone.

Una mostra sorprendente, il cui allestimento, così come l’esperienza interattiva, entrambi progettati da Dotdotdot, si sviluppano nella Sala Ottagona proseguendo poi nei cinque ambienti limitrofi. Un susseguirsi di proiezioni digitali che si fondono con gli ambienti affrescati accompagnando il visitatore in un’esperienza a 360 gradi arricchita da un coinvolgente tappeto sonoro.

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La Domus Aurea in pillole

  • Domus Aurea Padiglione Colle Oppio, mostra Raffaello Domus Aurea
  • Padiglione di Colle Oppio Domus Aurea, Raffaello e la Domus Aurea

Furono gli architetti Severus e Celer a progettare la Domus Aurea all’indomani del devastante incendio di Roma del 64 d.C. Una reggia passata alla storia per il suo sfarzo e la sua grandiosità, la cui decorazione fu affidata al pittore Fabullus; una serie di edifici separati da giardini, vigne, boschi e persino un lago artificiale proprio nella valle in cui ora sorge il Colosseo.

Pitture, marmi colorati, decorazioni a stucco e rivestimenti in oro e pietre preziose ornavano l’enorme complesso. Ma alla morte di Nerone la damnatio memoriae cancellò ogni traccia dell’imperatore, e la Domus Aurea cadde in rovina, spogliata quasi completamente dei rivestimenti e delle sculture; al posto del grande lago artificiale, venne edificato l’Anfiteatro Flavio.

  • Domus Aurea, ERCO illuminazione
  • Domus Aurea, Padiglione di Colle Oppio

Nascoste fino al Rinascimento, le fastose decorazioni della Domus Aurea furono copiate dagli artisti assumendo il nome di grottesche proprio per la loro collocazione. Un modello decorativo che segnò lo sviluppo dellìarte in tutto il mondo.

Ma solo con il Rinascimento degli affreschi di Pompei gli studiosi si interessarono nuovamente alle grottesche romane; nel 1772 ripresero, quindi, gli scavi della Domus Aurea. Un insieme di 153 ambienti che si sviluppano in altezza per 12 metri con un’estensione di circa 30 mila metri quadrati di superfici affrescate e decorate a stucco.

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Il percorso di mostra

Domus Aurea Sala Ottagona, Raffaello Domus Aurea mostra
Roma, Domus Aurea. Sala Ottagona allestita con la scultura dell’Atlante Farnese (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) per la mostra Raffaello e la Domus aurea. L’invenzione delle grottesche
Crediti: ©ph ERCO illuminazione
Raffaello e la Domus Aurea la mostra nella reggia di Nerone

Attraversata la nuova passerella d’accesso realizzata dallo studio Stefano Boeri Architetti, ci si insinua nelle rovine della Domus Aurea quasi sfiorandone i profili, immergendosi nella storia fino a sentire quasi quell’eco che ha attraversato i secoli. E in un attimo si apre di fronte agli occhi del visitatore la Sala Ottagona al cui centro campeggia l’eccezionale Atlante Farnese; e sopra, nella volta, si susseguono immagini astrologiche ispirate al globo sorretto da Atlante. Il giorno e la notte sembrano alternarsi dissolvendosi tra le proiezioni di una pioggia di petali.

Tutto intorno si aprono a raggiera altri ambienti offrendo un suggestivo viaggi in cui antico e moderno si intersecano per un’esperienza immersiva capace di emozionare. Nel primo ambiente motivi vegetali, umani, fitomorfi e strumenti musicali si animano ad un solo gesto del visitatore; poi si passa all’ambiente successivo dove sorprende la riproduzione multimediale della Stufetta del Bibbiena: un piccolo bagno privato realizzato per l’appartamento cardinalizio nel 1516 su disegno di Raffaello. Le grottesche ne colorano magicamente le pareti; si ingrandiscono e rimpiccioliscono lasciandosi ammirare in ogni dettaglio.

  • Calco in gesso del gruppo del Laocoonte, Raffaello e l'invenzione delle grottesche
  • Atlante Farnese, dettaglio mostra Domus Aurea

Nel terzo ambiente rivive l’emozione del ritrovamento del celebre gruppo del Laocoonte rinvenuto nel 1506 nell’area del palazzo di Nerone. Una consolle interattiva apre una finestra sul mondo delle grottesche conducendo il visitatore tra i molteplici luoghi in Italia e in Europa decorati a grottesca dal Cinquecento all’Ottocento.

Il viaggio volge al termine, ma non prima di aver esplorato i grandi artisti del Novecento che rimasero affascinati dalle grottesche: una semisfera si anima di esseri mostruosi consentendo un viaggio onirico emozionante. Canti di muse e voci magiche accompagnano le proiezioni tra suggestioni e visioni da cui emergere solo al termine della visita.

Ilenia Maria Melis

Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche

Domus Aurea

viale Serapide, nel parco del colle Oppio – Roma

fino al 7 gennaio 2022

raffaellodomusaurea.it

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