HELP The Ocean

Un appello da Roma: HELP the Ocean

Nella giornata che festeggia gli oceani, all’interno di uno scrigno del Medioevo, Santa Maria in Antiqua ai Fori, viene inaugurata l’istallazione che lancia un grido di allarme sullo stato dei nostri mari: HELP the Ocean.

Una voce fuori dal coro

La voce fuori dal coro è quella di Maria Cristina Finuzzi, artista, architetto e designer che ha vissuto e lavorato tra Mosca, New York, Parigi, Bruxelles, Madrid e Roma.

Una ricerca artistica iniziata in tenera età e passata attraverso arte, pittura, scultura, architettura e design.

Una sensibilità messa al servizio del pianeta in cui viviamo, troppe volte tormentato per mano dell’uomo dall’inquinamento; una tragedia che sembra non arrestarsi di fronte a nulla ma che dovrebbe essere presa seriamente in considerazione perché solo con piccoli passi possiamo rallentarne l’avanzata.

HELP The Ocean
HELP The Ocean

HELP the Ocean

Nasce così HELP the Ocean, un’installazione che regala emozioni uniche grazie all’ausilio di un’illuminazione curata nei minimi dettagli che vuole gridare il proprio sdegno oltre i cieli. Un progetto nato dalla collaborazione tra il Parco Archeologico del Colosseo, la Fondazione Bracco che da sempre persegue i valori della collettività tramite l’impegno responsabile, Officine Maccaferri che ha fornito le gabbie metalliche, ed Enel X.

Maria Cristina Finucci - HELP the Ocean
Maria Cristina Finucci – HELP the Ocean

Il messaggio di HELP the Ocean

76 elementi, gabbie metalliche contenenti tappi di plastica a formare solo quattro lettere che però racchiudono un messaggio importante: HELP, aiuto, aiutiamo i mari!

È passato ormai qualche anno da quando ho iniziato a guardare gli oggetti di plastica, ormai disseminati su tutta la superficie terrestre e ancor più nei mari, con gli occhi di un archeologo del futuro che probabilmente li considererà preziosi reperti, anche se non certamente rari, utili a raccontare la storia dell’età della plastica, l’epoca in cui viviamo – spiega Maria Cristina Finucci –  Nel 2016 ho realizzato una installazione che riproduceva le rovine di un grande insediamento sull’isola di Mozia (Trapani) costituito da blocchi uguali in dimensione a quelli delle adiacenti  rovine fenicie, però di plastica invece che di pietra. L’ ipotetico archeologo del futuro, che nella mia narrazione effettua il fortunato ritrovamento nel 4016 d.C. non riesce a classificare questi reperti perché diversi da quelli delle comuni discariche. Qui il materiale era organizzato ed omogeneo, non buttato alla rinfusa. Solo durante il suo viaggio di ritorno con la navicella spaziale (perché probabilmente tra duemila anni il genere umano sarà estinto)guardando dall’alto l’archeologo riesce a leggere la parola HELP, un deliberato ed organizzato grido di aiuto della nostra civiltà. Il mio racconto continua e questa volta ha come teatro il sito archeologico più importante al mondo: il Foro Romano. Gli scavi dell’archeologo del futuro anche questa volta hanno portato alla luce un altro HELP, molto simile a quello ritrovato a Mozia, una serie, dunque. Si apre così un mistero…”.

HELP the Ocean
HELP the Ocean

Il contesto dei Fori

Contrasti e stratificazioni nel Foro Romano per un’opera che con i suoi blocchi occupa, come un’isola di plastica che galleggia senza nome, i resti della Basilica Giulia a lato della via Sacra; la culla della romanità, ambiente perfetto per una stratificazione durata secoli e che continuerà nel tempo dando vita ad isole di plastica che nascono come entità invisibili eppure così reali. Un grido che si leva provocatorio che spronare il mondo a proteggere un bene prezioso che ha il diritto di essere tutelato: l’Oceano.

Ilenia Maria Melis

 

HELP the Ocean

di Maria Cristina Finucci

fino al 29 luglio 2018

Parco Archeologico del Colosseo

ingresso da via dei Fori Imperiali

www.garbagepatchstate.org

 

 

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